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5 vantaggi del contratto a tempo determinato

I vantaggi di un contratto a tempo determinato non sono poi così trattati, soprattutto in un Paese come l’Italia in cui c’è una sorta di ossessione nel confronto del tanto ricercato tempo indeterminato.

I vantaggi di un contratto a tempo determinato non sono poi così trattati, soprattutto in un Paese come l’Italia in cui c’è una sorta di ossessione nel confronto del tanto ricercato posto fisso.

Siamo spesso, se non sempre, ingannati dall’idea che “posto fisso“, o “tempo determinato“, siano sinonimi di “sicurezza” e “carriera” ma, purtroppo, non è poi sempre così.

Io stesso sono sempre stato convinto che questo tipo di contratto sia una sorta di traguardo, una linea di arrivo oltre la quale, a prescindere dalla posizione finale, puoi tirare il fiato.

Ma non mi soffermavo mai sull’elemento più importante: la posizione finale, appunto.

Sto quindi dicendo che è importante arrivare al traguardo, su questo non c’è dubbio, ma la gestione del tragitto che va dal blocco di partenza alla linea di arrivo può farti arrivare ad un traguardo più o meno prestigioso.

Ecco quindi quali sono per me i vantaggi del contratto a tempo determinato e perché non ha senso essere ossessionati dal posto fisso.


L’astratta visione del tempo

Fermiamoci un momento e riflettiamo.

Se già lavori fatti questa domanda:

Cosa sceglierei, a parità di contenuti, tra un contratto a tempo determinato ed uno a tempo indeterminato?

Se invece non lavori, domandati questo:

Se mi offrissero fin da subito un contratto a tempo indeterminato, lo accetterei?

Ti dirò la verità: non sarebbe per niente credibile una persona che sceglie un contratto a tempo determinato nel primo caso ed una che rifiuta nel secondo, perché tale scelta viene fatta solo perché ragioniamo esclusivamente quando vengono fatte delle domande come quelle a cui hai appena risposto.

Quando dobbiamo pensare alla nostra carriera, alla nostra vita ed al nostro portafogli – su questo punto siamo onesti – la certezza ha sempre la meglio sul rischio.

Ed è una cosa razionale e ragionevole.

Quando dobbiamo pensare alla nostra carriera, alla nostra vita ed al nostro portafogli – su questo punto siamo onesti – la certezza ha sempre la meglio sul rischio.

Quindi ecco il primo pilastro: non è sbagliato cercare la certezza a livello lavorativo, soprattutto riguardo la sicurezza occupazionale e retributiva.

Una vita da precario è insicura, stressante ed incerta. Una continua ricerca di posti e stabilità, negoziazione di contratti e condizioni da trovare in accordo con la controparte lavorativa.

Ed ecco quindi il secondo pilastro: un contratto a tempo determinato non ti da semplicemente un termine lavorativo, ma ti “costringe” a dover rinegoziare il proprio contratto ogni volta che questo scade.

Pensiamo ad esempio agli insegnanti ed alla situazione precaria in Italia: quanto sarebbe bello per ognuno di essi ricevere un posto fisso per tutta la carriera? Direbbero di no ad una simile opportunità?

Ne dubito.

E questo vale per moltissime altre classi lavorative precarie: ambito medico, statale, mansioni minori, stagionali, ecc.

Molti di questi potrebbero leggere un titolo come quello di questo articolo come un’offesa.

Ma…


Vantaggi del tempo determinato. Ma sul serio?

, sul serio.

Per molti, come abbiamo visto poco fa, è un segno dal cielo vero e proprio, un “miracolo” tanto atteso quanto agognato e desiderato. Non è un capriccio, ma piuttosto un sollievo dopo tanti anni di instabilità.

Per molti altri, invece, è un vero e proprio capriccio.

Ti faccio un esempio.

Conosco ragazzi che a 18/19 anni vengono assunti in aziende che offrono loro contratti a tempo indeterminato, un vero e proprio sogno per un ragazzo che una volta finita la scuola si prepara ad anni di precariato.

Poi sorgono i dubbi:

  • Lo chiedo un aumento? Dai, possiamo aspettare…
  • E se volessi cambiare lavoro? Dove lo trovo un altro contratto a tempo indeterminato?
  • Che schifo questo lavoro, vorrei tanto andare via… Ma questo contratto è troppo comodo…

Facci caso: sono tutti dei vincoli che ti inchiodano al terreno, impedendoti di muoverti dal posto che hai saldamente ottenuto.

Il problema del tempo indeterminato è infatti questo, ovvero l’incapacità sorgente di gestire le variabilità caratteristiche del tempo determinato.

Perché un dipendente d’ufficio dovrebbe lavorare alla ricerca del posto fisso piuttosto del cercare di crescere professionalmente ogni giorno sempre di più?

So che qualcuno non sarebbe d’accordo con me, ma non mi smuovo dalla mia posizione. Ritengo triste che un ragazzo di 20 anni cerchi solo la sedia su cui sedersi per tutta la vita lavorativa, alzandosi 40 anni dopo senza aver dato niente a sé stesso ed al mondo che sta intorno.

Che senso ha? Dimmi. Citando una canzone, dobbiamo “vivere per lavorare o lavorare per vivere“?

Non sto quindi dicendo che il contratto sia meglio di un tipo o di un altro. Sto solo dicendo che il contratto a tempo determinato ha molti più vantaggi di quanto possa sembrare.

E ora ti spiego quali sono i maggiori.


I 5 vantaggi del tempo determinato

Di cose negative sul tempo determinato, come ad esempio la precarietà, gli stipendi bassi, lo sfruttamento dei giovani, l’incertezza e via dicendo direi che ne abbiamo abbasatanza.

Finalmente è giunto il momento di vedere le cose dal lato positivo.

Ecco quindi quelli che, per me, sono i 5 motivi maggiori per cui un contratto a tempo determinato ha tutto il diritto di essere preso in considerazione.


#1 Lo stipendio

Spoiler alert: non voglio assolutamente dire che un contratto a tempo determinato garantisce uno stipendio maggiore di uno a tempo indeterminato.

Però può aiutare.

Sai qual è il motivo principale per cui le persone non chiedono aumenti?

Perché hanno paura, o non hanno la possibilità, di fissare un incontro con il datore di lavoro per discutere del proprio compenso e chiedere un adeguamento.

In altri articoli ho parlato dell’auto-motivazione come una delle barriere più importanti per la carriera di una persona, di conseguenza sono sicuro che il dubbio del “non so se me lo merito” è abbastanza ricorrente nei lavoratori dipendenti.

Ma come può aiutare il contratto a tempo determinato?

Beh per due motivi concreti:

  • Hai un lasso di tempo determinato per dimostrare che sei in grado di ottenere gli obiettivi che ti sono stati prefissati;
  • Devi per forza incontrare il datore di lavoro per il rinnovo del contratto.

Risultato?

Con un po’ di motivazione personale si arriva all’incontro e se si sono raggiunti buoni obiettivi si ha tutto il diritto di richiedere un adeguamento dello stipendio perché anche tu hai un minimo di potere contrattuale.

Non mi date ciò che voglio? Bene, cambio azienda!

Forse potrà non sembrare molto, ma sicuramente se il tuo valore è veramente importante per l’azienda il datore di lavoro non ti farà scappare!


#2 La mobilità

Davvero credi che starsene fissi su una sola poltrona per tutta la vita lavorativa sia soddisfacente?

Conosco persone con il contratto a tempo indeterminato che, una volta deciso di cambiare lavoro, si sentivano dire dalle ditte con cui facevano il colloquio “eh ma sei sicuro di mollare un contratto del genere?“.

Io ringrazierei per la cordialità, ma saranno cavoli miei di cosa voglio fare della mia vita lavorativa, o no?

Sarò franco: con un contratto a tempo determinato ti tieni libera qualsiasi strada ti si ponga davanti.

Tempo fa ho conosciuto una persona che mi ha consigliato, agli albori della mia carriera lavorativa, di tenermi aperto a qualsiasi opportunità perché l’obiettivo di un giovane non è quello di trovare il posto della vita ma piuttosto quello di apprendere come una spugna.

Numericamente parlando, fino ai 30 anni il focus dovrebbe essere quello di acquisire skills, pensando solo poi al compenso ed al posto fisso.

Perché?

Perché in ottica di sistemazione fissa è meglio arrivarci competenti e con un certo livello retributivo piuttosto che accontentandosi della prima cosa che arriva.

Ecco perché la mobilità non è solo qualcosa di faticoso e stressante, ma piuttosto ricco di opportunità, se le sappiamo cogliere.


#3 Gli obiettivi

Sai qual’è quella cosa che ci dà la motivazione di rispettare i nostri impegni, dare il massimo e raggiungere i migliori risultati possibili?

Le scadenze.

Quando una persona non ha una deadline tende a non riuscire a dare un valore al tempo, arrivando troppo spesso al “posso farlo domani” e non raggiungendo mai obiettivi concreti.

Pensiamo ai compleanni: se non ci fosse un giorno concreto, in questo caso il giorno di nascita di una persona, ci ricorderemmo che entro quella determinata data dobbiamo pensare qualcosa alla persona festeggiata?

Sono super sicuro che molti di noi sarebbero talmente pigri che se si tratta di persone a cui teniamo ci dimenticheremmo spesso anche che esistano.

A lavoro funziona esattamente allo stesso motivo: a parità di carico di lavoro, saremmo più motivati sapendo di avere una scadenza oppure sapendo che tanto avremo tutto il tempo del mondo?

Avendo un contratto a tempo determinato, inoltre, la motivazione è ancora maggiore dato che se non rispetto i termini semplicemente sono fuori.

Ora non voglio dirti che per tenere alta la motivazione debba sempre avere un contratto a tempo determinato, ma sicuramente la cosa può aiutare. Pensa a chi lavora tutta la vita in Partita IVA.

A sedersi e trovare la poltrona più comoda su cui sedersi e fare il meno possibile per tutta la vita c’è tempo, finché abbiamo energie è meglio sfruttarle per avere soddisfazioni anche a livello lavorativo.

P.S. In ambito “tempi” ed “obiettivi” ti consiglio questo libro che ho letto e dà consigli molto utili a riguardo!


#4 Mi piace o non mi piace?

Siamo seri per un secondo: davvero pensi che lo standard dica “il primo lavoro che trovi sarà quello della tua vita”?

Troppe persone hanno fretta di parcheggiarsi non tanto per una questione di impegno quanto piuttosto per fatica e paura. Fatica nel senso che è troppo fastidioso cercare qualcosa di diverso e paura per il fatto che si pensa di non saper trovare un’alternativa.

Immagina il mondo lavorativo come un canale televisivo. Se un programma non mi piace perché non posso cambiare canale?

Tutti sono alla ricerca del proprio lavoro, magari basato sulle proprie passioni e sugli interessi, ma non è facile trovarne uno come dipendente in cui siano rispettati tutti i tuoi standard attesi.

Ecco.

Un contratto a tempo determinato ti aiuta a tenere aperte le porte.

Il mio consiglio, anche basandomi sul punto precedente, è quello di non soffermarsi sul come ma piuttosto sul cosa, nel senso che la combo “inquadramento lavorativo” ed “oggetto aziendale” perfetto è difficile da trovare, ma pian piano ci si arriva solo se si hanno chiari i propri obiettivi e se si lotta per ottenerli.

Inoltre, ricorda sempre, potenzialmente i risultati ottenuti lavorando per qualcosa che non piace sono sempre minori di quando qualcosa di piace, frenando la tua crescita lavorativa ed il tuo profilo professionale.


#5 La tua formazione

Questo concetto è un po’ di nicchia, orientato soprattutto verso i giovani – ma per fortuna non solo – che non sanno mai se il proprio percorso formativo è concluso oppure se ci sono ancora possibilità di crescita.

Molto spesso sento dire “ma vai avanti a studiare, no?“, soprattutto ora che frequentare l’università non è più così esclusivo e ci sono centinaia di modi per ottenere certificazioni online.

Per tutte quelle persone, quindi non solo giovani, che non hanno le idee chiare su cosa vogliono fare della propria vita formativa allora un contratto a tempo determinato è la soluzione giusta.

Ribadisco, è un concetto estremo. Ma nulla vieta a chi non riesce, come molti fanno, a frequentare corsi online o serali nei tempi liberi dal lavoro di mollare tutto e tornare a scuola.

Faresti lo stesso ragionamento se avessi un contratto a tempo determinato?

Stipendio fisso, posto sicuro, futuro praticamente assicurato… E te ne torni a studiare?

Ecco perché considero uno dei vantaggi del contratto a tempo determinato questo elemento formativo: chi ti dice che tornando a studiare un anno poi potresti tornare alla carica con risultati 100 volte maggiori di prima?

Se posso essere d’aiuto, in questa pagina ho raccolto i migliori corsi online in ambito digitale. Sicuramente online troverai molti altre soluzioni simili che ti consiglio di cercare!

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.