Categorie
Psicologia

User Experience e la percezione del benessere

Come può un venditore far trasmettere un beneficio ancor prima di vendere un prodotto? Alla scoperta della User Experience!

User Experience? No, non è un termine dialettale o un’americanata classica del giorno d’oggi. Stiamo parlando infatti di uno dei fattori di differenziazione in campo concorrenziale.

Hai presente gli articoli intitolati “azienda X offre 2.000€ a chi volesse testare i suoi materassi per 6 mesi”? Ecco, questo non è un regalo ma piuttosto uno studio approfondito sulla User Experience, comunemente conosciuta come UX.

In un mercato così competitivo come quello moderno c’è solo una cosa che conta davvero: sbaragliare la concorrenza. Il problema è che, come sempre, il potere lo detiene sempre chi ha il grano (i soldi), ovvero il cliente.

Risultato? Che non importa quanto figo sia il mio prodotto, quanto basso sia il prezzo o quante recensioni positive abbia la mia azienda. Se il cliente non è soddisfatto del mio prodotto non lo compra.

Ma scusa, Davide, come può un cliente conoscere un prodotto senza prima averlo provato?

Semplice. Ne percepisce il valore.

E come faccio a far percepire il giusto valore? Ancora più semplice. Analizzando la User Experience.

Vediamo ora perché la User Experience è fondamentale per far percepire il valore ad un potenziale cliente, aumentando drasticamente la possibilità di concludere la trattativa.


Introduzione alla User Experience

Cominciamo dalle basi.

Cos’è la User Experience (UX)? L’esperienza d’uso non è altro che un contenitore che raccoglie tutto ciò che una persona prova quando utilizza un prodotto o beneficia di un servizio.

Apri una bottiglietta d’acqua e te la scoli tutta in un sorso per il caldo? Il sollievo derivante dalla scomparsa della sete è parte della UX legata alla bottiglietta.

Chiaro? 🙂

La sfida del marketing di oggi non è però tanto quella di dire “devo far sentire bene una persona dopo aver bevuto la mia acqua“, quanto piuttosto “devo far provare a chi beve la mia acqua un’emozione unica” o “devo fargli percepire che quest’acqua è proprio quella adatta alle sue esigenze“.

Non a caso oggi si parla di economia delle esperienze, dove l’oggetto del mercato non è più il prodotto fisico ma piuttosto tutto quello che ci sta intorno.

Esperienza o non esperienza, questo è il dilemma.

Citazioni a parte, ci sono davvero poche domande da farsi e tante risposte da dare. La più importante tra queste è “cosa vuole il mio cliente dal mio prodotto“?

Torniamo di nuovo a vendere acqua. E’ troppo gassata? Troppo liscia? La bottiglia è troppo anonima? E’ pesante da deglutire?

ASPETTA! NON HAI ANCORA L’ACCESSO AL GRUPPO DI MARKETERS GRATUITO? CLICCA QUI PER RIMEDIARE!

Ti ricordi dell’articolo sui materassi di cui abbiamo parlato prima? Un’azienda vorrà sempre sapere cosa ne pensa un utente qualsiasi del suo prodotto in modo da ottimizzarlo per la grande distribuzione.

Ti consiglio questo articolo di Ninjamarketing dove puoi trovare un glossario completo di tutti i termini legati alla User Experience.


Casi di applicazione della User Experience

Immagina ora un qualsiasi hotel per il quale paghi un prezzo in cambio di una camera dove riposare e qualche pasto incluso. Niente di eccezionale, ma come punto di partenza può andare più che bene.

Ora immagina un altro hotel che, oltre a quelli offerti dall’hotel qui sopra, aggiunge servizi accessori come visite guidate, sconti per i musei, sauna e bagno turco, noleggio bici…

Il tutto ad un prezzo simile, non proprio così elevato.

Non credi che quest’ultimo sia più appetibile del primo?

Perché? Semplicemente perché offre qualcosa di più al suo cliente, un valore intrinseco che fa aumentare quello percepito direttamente dal cliente stesso.

Ecco perché la percezione del valore e del benessere è molto importante: sarò sempre disposto a spendere un prezzo più alto pur di avere maggiori benefici. E questo vale per tutti, indipendentemente dai propri gusti.

Dove sta la difficoltà? Capire esattamente cosa vuole un cliente dal mio prodotto.

Perché, ad esempio, dovrei far pagare di più per una gita a cavallo? Perché so che ai miei clienti piace fare giri in cavallo, e lo studio della User Experience mi ha portato a dire che questo servizio è maggiormente richiesto del bagno turco (ad esempio).

Quindi, nella stessa zona, avremo un hotel che farà numeri da capogiro solo per aver presentato un’offerta di servizi migliore per il cliente, a prescindere dalla qualità o dal prezzo totale.

Chiara la situazione? 🙂

Vediamo ora come applicare la User Experience e la percezione del benessere sul web.


UX e Web

Portare l’analisi della User Experience dal prodotto fisico al web è molto semplice: basta ancora una volta girare la domanda.

Cosa vogliono gli utenti dal mio sito Web? Cosa si aspettano di trovare sulla mia piattaforma e-commerce? Quali step segue per ottenere un determinato risultato?

Anche sulla rete, come capita nei negozi fisici, il metodo migliore per migliorare l’esperienza dell’utente è mostrargli ciò che vuole, adattando il contenuto sulla base dei suoi interessi.

Da qui nascono i feed personalizzati dei Social Network, i prodotti in evidenza degli store online, i call to action dei siti web… Il tutto per mettere davanti al naso dell’utente esattamente ciò che vuole o di cui ha bisogno.

Per fare questo abbiamo un sacco di opzioni a disposizione:

  • Far compilare dei questionari per ottenere feedback;
  • Analizzare i movimenti dell’utente controllando i CTA;
  • Prendere in considerazione le pagine più visitate.

E molto altro ancora.

Si tratta di un processo complesso ed articolato, ben differente dallo scrivere articoli. Un conto è battere sulla tastiera, un altro è strutturare un testo sulla base del comportamento medio di un utente (quanto scrolla, dove clicca, quanto sta sulla pagina).

Ecco perché – per nostra fortuna – il progresso tecnologico ci ha portato ad inventare strumenti utili all’analisi dell’UX. Per questo motivo esiste Hotjar.


Hotjar. UX a portata di tutti

So che sembra impossibile, ma esistono dei software che permettono in via gratuita, seppur limitata, di usufruire di un pacchetto completo per l’analisi dell’UX di un sito Web.

La tua soluzione si chiama Hotjar.

hotjar

Hotjar non è altro uno strumento che analizza il comportamento ed il coinvolgimento di un utente su qualsiasi pagina web, condividendo le informazioni al gestore che può adattare ogni contenuto sulla base del comportamento medi di un visitatore.

In questo momento, ad esempio, io sto analizzando tutto ciò che stai facendo sul mio sito 😉

Attenzione però! Io so che tu sei qui, ma non so esattamente chi sei!

Quindi non preoccuparti, non sto infrangendo nessuna regola né ti sto rubando dati sensibili 😀

Ma quindi, Davide, esattamente come mi stai analizzando?

Semplice:

  • Strutturo un Funnel che vorrei tu seguissi e cerco di capire se arrivi fino in fondo o eventualmente dove ti fermi;
  • Registro la tua visita analizzando i tuoi movimenti;
  • Genero una Heatmap con la quale posso vedere dove clicchi, quanto scorri le pagine e dove il puntatore del mouse si sofferma di più;
  • Ti chiedo direttamente dei consigli e delle valutazioni per migliorare sempre il sito, ovvero la tua esperienza.

Tutto questo con un unico strumento. Hotjar.

Figo, no? 🙂

P.S. Ricordati che è gratis! Iscriviti ora per usarlo per il tuo sito web.

Clicca qui per avere Hotjar GRATIS!

36015 Schio VI, Italia

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.