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Turismo digitale. Ecco come visitare il Louvre dal divano

Una delle maggiori innovazioni in campo digitale riguarda l’arte, in particolare le visite da remoto. Ecco come funziona il turismo digitale!

Il turismo digitale è uno dei frutti della globalizzazione applicato ad un settore estremamente di nicchia: l’arte.

In una situazione delicata e di crisi, come nel caso dell’epidemia di COVID-19, molte aziende si sono dovute attrezzare per far fronte all’impossibilità di muoversi.

E, si sa, i musei vivono dei visitatori.

Di conseguenza il dover ricorrere alla tecnologia è diventato sempre di più fondamentale, se non vitale, per trovare nuovi modi di “vivere le emozioni“.

Un po’ come se, invece di esserci 50 persone che fanno la foto alla Gioconda di Leonardo da Vinci, ci fosse una sola persona che scattasse una foto e la condividesse con tutti noi.

Tutto ciò, grazie soprattutto alle nuovo grafiche tridimensionali, è stato reso ancora più interattivo quasi come se si fosse presenti fisicamente sul posto.

Magia?

No. Tecnologia.

Vediamo quindi insieme cos’è questo turismo digitale e come si è affermato nel tempo come esperienza alternativa per molte persone in tutto il mondo.


Le origini del turismo interattivo

Il turismo digitale è il frutto di una continua necessità di rendere anche il posto più remoto della terra appetibile agli amanti dell’avventura.

Non si tratta quindi di un nuovo modello di business ma piuttosto di un’innovazione necessaria, per non dire obbligatoria, del settore.

Il turismo digitale è il frutto di una continua necessità di rendere anche il posto più remoto della terra appetibile agli amanti dell’avventura.

Si sono quindi susseguiti una serie di step.

In primo luogo siamo arrivati ai semplici siti web dove venivano pubblicate foto visualizzabili da chiunque con annessa didascalia.

Bello, ma chiaramente molto freddo.

Siamo poi passati a mappe interattive, come la tecnologia Street View di Google, che permettevano di spostarsi in un determinato punto e girarsi come se sì fosse lì fisicamente.

Infine siamo arrivati alle piattaforme interattive, vere e proprie mappe su cui, oltre a muoverti, puoi scegliere anche con cosa interagire.

Oggi, quindi, è concreto pensare che certe soluzioni ti permettano di sentirti come essere presenti fisicamente in un luogo.

Bello no?

So che sembra difficile sia da capire che da credere, ma sicuramente con una soluzione del genere aziende come musei, parchi e teatri superano due dei limiti imposti dalla fisica:

  • La capienza massima;
  • La distanza geografica.

Ma andiamo per ordine…


Turismo digitale con Google Maps

Se volessimo cercare la cosa più utilizzata e che somiglia per la maggiore a cosa intendo per turismo digitale direi che Google Maps ha la strada spianata per la vittoria.

Google Maps – se stranamente tu non lo conoscessi – è un software che ti permette di visualizzare la mappa di tutto il mondo, comprese strade e tratti marittimi.

Tra le varie funzionalità di Google Maps una delle più utilizzate è lo Street View.

Ma come funziona questo Street View?

Semplicemente vengono fatte delle foto a 360°, grazie a mezzi speciali o fotocamere di utenti Google, e vengono pubblicate sulle mappe. Chiunque può trovarli, aprirli e navigare come se stesse semplicemente girando la testa.

Molte persone usano questo strumento per darsi dei punti di riferimento, soprattutto se devono recarsi in un posto e vogliono in anticipo sapere come si presenta esternamente.

Questa tecnologia, tuttavia, si è anche espansa all’interno dei locali di ogni genere.

Non è un caso, infatti, che si sono sviluppate figure che si occupano dei Virtual Tour. Funziona in questo modo:

  • Tu, azienda, prenoti un appuntamento;
  • Viene una persona che scatta foto a 360° all’interno della tua azienda;
  • Le foto vengono pubblicate su Google.

In questo modo ogni utente può accedere a tali foto e spostarsi esattamente come se fosse all’interno del locale.

Anche se si trovasse in Burundi.

Non è una questione di sogno o progetto.

Questa è la realtà.


Necessità vs. Virtù

Abbiamo però visto che questo tipo di tecnologia non è da intendersi come qualcosa di “facoltativo” o di non vicino a noi.

Durante il periodo segnato dal Coronavirus sono stati proprio i musei, i cinema o i teatri a risentire del calo di affluenza del pubblico costretto in casa.

Bene o male le case cinematografiche si sono salvate grazie alle TV in streaming come Netflix e Disney+.

Ma i teatri? I musei?

Nel 2020 il Louvre ha registrato un calo dei visitatori su base annua del 72% e per un locale che vive di visitatori questo si traduce in una perdita economia spaventosa.

Questi numeri non li sparo a caso, ecco la fonte.

Non è quindi facile da pensare che rendere interattivo un museo sia solo questione di “virtù“, ma bisogna anche considerare il fatto che a volte si tratta più di “necessità“.

E cosa direbbe il saggio di fronte a queste situazioni?

Se l’onda diventa troppo alta, volaci sopra!


Turismo digitale. Il caso del Louvre

Il caso del Louvre è simbolico per il turismo digitale e sicuramente costituisce una pietra miliare del settore dell’arte.

Qualcuno potrebbe dire “eh ma dal PC non è la stessa cosa che vedere un’opera d’arte dal vivo“.

Ah… Quindi essere davanti alla Gioconda e fotografarla senza mai vederla dall’obiettivo della fotocamera è vivere a pieno l’arte?

Ma non siamo qui per fare polemiche.

Il Louvre, in soldoni, ti permette di accedere alle sue sale direttamente da un PC ed interagire con le opere esposte.

Puoi vederne i dettagli, la storia, la descrizione, aneddoti…

Il tutto senza spostarti da casa e, soprattutto, senza dover subire spintoni da altri visitatori per essere a 5,3 centimetri dalla teca della Gioconda.

Ma come è possibile che le persone accettino di pagare pur non essendo presenti?

Per lo stesso motivo per cui pagano per entrare fisicamente al Louvre: l’esperienza.

Scegli di accedere online perché sai che stai visitando il portale ufficiale del Louvre e sei interessato alle sue opere, pur non avendo la possibilità o la voglia di andare in Francia.

Allo stesso tempo scegli di andare fisicamente a Parigi per entrare al Louvre, consapevole che di arte non ne capisci una mazza oppure che sei nel museo più famoso al mondo.

Capito? 😉

Su questo sito puoi prenotare la tua visita esattamente come se fossi a Parigi, con la differenza che puoi farlo comodamente dal divano.

Questo non è un caso isolato: è un classico esempio di innovazione del settore.

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.