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Marketing e Comunicazione

Best Practice per avviare la tua attività locale

Un’attività locale di successo è sotto sotto il desiderio di ognuno di noi: lavoro sotto casa, orari personalizzati, soldi a palate che entrano…

Per qualcuno può essere un svago, un’attività secondaria che può aiutare a generare qualche entrata aggiuntiva rispetto a quella principale. Per altri è un vero e proprio stile di vita, l’unica via con la quale guadagnarsi da vivere.

Non tutti siamo però nati per essere imprenditori. Ognuno di noi ha le sue qualità ed i suoi difetti, ognuno dei quali denota uno stile diverso di persona in persona.

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Imprenditori

Imparare l’organizzazione aziendale dalle formiche

Formiche. Uno dei terrori più temuti dalle famiglie di oggi: s’infilano ovunque, creano colonie dal nulla e si trovano sempre dove non dovrebbero essere.

So benissimo che la pensi come me…

Però una cosa la devo ammettere: io non riesco a ucciderne solo per il piacere di farlo, come vale per tutti gli altri insetti (zanzare escluse).

Perché? Semplicemente perché rispetto il loro operato, ovvero la struttura organizzativa che degli animali piccolissimi riescono a mettere in piedi con una facilità disarmante.

Non è facile spiegare come funziona l’organizzazione aziendale, figuriamoci quella degli animali o quella familiare.

O forse non è proprio così…

Dedicami qualche minuto del tuo tempo e prometto che molto sull’organizzazione in generale ti sarà più chiaro 😉

Ci sei? Andiamo! 😀

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Formiche e scala gerarchica

Lo schema gerarchico delle formiche ha uno schema ben preciso:

  • In cima a tutto troviamo la formica regina. Il suo compito è quello di deporre uova e provvedere alla sopravvivenza della colonia, passando la sua vita relegata nelle stanza più buie (ma anche sicure) del formicaio;
  • Al secondo gradino della piramide troviamo le formiche femmina. Queste si dividono in formiche operaie e guerriere: le prime si occupano della gestione della colonia (trovare cibo, accudire le larve, ecc.) mentre le seconde della difesa del formicaio stesso;
  • All’ultimo posto, seppur in numero inferiore, troviamo le formiche maschio. Queste nascono solo in determinati periodi dell’anno e muoiono dopo essersi accoppiate con la regina.

Ognuno, insomma, ha il suo posto ed il suo scopo. Da notare come le scale gerarchiche non sono basate su meri attributi genetici ma più che altro sul livello di utilità all’intera comunità.

I maschi non sono necessariamente più intelligenti o forti delle femmine; questo comporta che la loro utilità si ferma alla sola riproduzione della specie, relegandosi quindi ai posti più bassi della gerarchia sociale.

Questo cosa sta a significare? Che se sei utile alla società allora puoi trovare il tuo posto, in caso contrario non puoi trovare spazio in un sistema così saturo.

Ad una formica non interessa fare marketing, mettere in luce le proprie capacità, gonfiare i risultati… Ad una formica interessa solamente fare il proprio lavoro perché sa che solo così la colonia può andare avanti.

Un formicaio è quindi il perfetto connubio tra leadership, management e imprenditorialità. Se non ti fossero chiare le differenze ecco l’inforgrafica:

dimensioni di un imprenditore

Io sto bene, tu stai bene, tutti stiamo bene e quindi siamo contenti.

Ecco perché determinare la propria strada è fondamentale, ma sapersi gestire non è poi così scontato.


La formula magica: il benessere comune

Ogni realtà che si voglia definire “organizzata” deve porsi fin dal principio due obiettivi: il fine da raggiungere ed i mezzi necessari.

La parte prettamente “organizzativa” consiste proprio nel gestire questi mezzi, sapendo sempre e comunque che il fine va raggiunto. Non esistono se o ma, l’unica cosa che importa è raggiungere il fine. Punto.

La sopravvivenza di una colonia di formiche dipende dal risultato del lavoro comune, ovvero dal concatenarsi dei singoli lavori che generano un risultato comune e straordinario.

Ognuno ha il suo posto, il suo obiettivo e la posizione nella colonia.

Tutti sono indispensabili, ma nessuno è insostituibile.

Qual è il fine ultimo di un’azienda? Creare valore.

Sì, ma che tipo di valore?

  • Un’azienda commerciale creerà valore generando utili, ovvero rendendo profittevole l’attività aziendale;
  • Una no-profit creerà valore aiutando gli altri, ovvero rendendo un servizio che crea valore per la società.

Ognuno ha il suo modo. Ma alla fin fine l’obiettivo finale è sempre lo stesso: ottenere il massimo benessere comune.

Secondo il Codice Civile italiano “un’azienda che non crea valore non ha senso di esistere“. Allo stesso modo se tu non sai contribuire all’arricchimento economico-sociale della tua azienda allora non ha senso che tu ne faccia parte.

Ed ecco che ancora una volta una colonia di formiche può essere paragonato ad un sistema aziendale complesso.

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Formiche ed aziende

Ma in definitiva: che diamine c’entra un gruppo di fastidiose formiche con un’azienda strutturata?

Mettiamola così: un’azienda è un’organizzazione? . Un’azienda ha un fine comune ben preciso? . Un’azienda vive di relazioni? . E così potrei andare avanti con altre mille domande, ognuna delle quali risponderemo sempre ““.

Quindi sì, un formicaio può essere paragonato ad un’azienda.

Quali sono le lezioni che dobbiamo trarre da questo esempio?

  • L’azienda è un sistema complesso che per quanto semplice possa sembrare all’esterno nasconde sempre qualcosa di strutturato al suo interno;
  • Tutto l’apparato aziendale vive di relazioni: ognuno dipende da qualcun altro, ma questo non vuol dire che nessuno sia sostituibile;
  • Ognuno ha la sua posizione precisa e non tutti i componenti sono sullo stesso piano: se non crei valore non sei utile alla comunità;
  • Lavorando insieme si ottengono i risultati, pensando solo a sé stessi non si ottiene niente.

E tu cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti! 😀

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Imprenditori

Come capire se il tuo progetto può avere successo

Il successo di un’attività dipende molto dall’approccio iniziale, ovvero da come si presenta sul mercato. Comprendere al meglio le esigenze dei possibili clienti è molto importante; profilarli sulla base degli interessi lo è ancora di più.

Quando si ha un’idea da trasformare in qualcosa di concreto non è semplice farlo in quanto non si conosce la reazione del pubblico d’interesse: ci sarà a chi piace e a chi non piace, chi apprezzerà e chi non apprezzerà, chi odierà e chi non odierà. Insomma, un po’ di tutto.

Immagino che anche tu abbia in mente un sogno da concretizzare. Ti sei mai chiesto come potresti farlo?

Non preoccuparti se la risposta è no, sappi che è quella più ricorrente 😉

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Imprenditori

La dura legge della macchina aziendale

Uno dei sogni maggiori per un aspirante imprenditore è sempre il solito: la macchina aziendale. Certamente prima vengono sempre i soldi, ma con il denaro arrivano sempre quelle soddisfazioni che dalla vita non non ci si era mai permessi di prendere.

Quanti di noi vorrebbero avere un’azienda solo per comprarsi una BMW, Audi, Mercedes o Tesla? E’ inutile mentire, so benissimo che siamo in tanti.

Il problema principale sta però nel fatto che ciò sia un colossale errore, specialmente per una startup.

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Imprenditori

Sei un capo o sei un leader?

Nella vita reale, come anche in azienda, prendere le decisioni non è una cosa così banale. Ci sono diversi modi per farlo, come ce ne sono altrettanti per comunicarle agli altri ed essere leader non è immediato come sembra.

Di grandi persone e grandi uomini (e donne) di affari ne abbiamo conosciuti a bizzeffe, tutti con un diverso stile ed un diverso modo di fare.

Il nostro modo di fare ed il nostro stile sono però unici e quindi siamo noi stessi a doverci auto-valutare!

Tutti sappiamo prendere decisioni e dare ordini, ma non tutti siamo in grado di farci rispettare (e far rispettare le nostre stesse decisioni).

Ecco perché ti faccio questa domanda.

Sei un capo o sei un leader?