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Psicologia

Criticare per distruggere? Meglio costruire!

“Criticare per distruggere?” questa frase non fa per te, vero? Quella piccola critica che ogni tanto ti esce dalla bocca è in realtà solo un piccolo sfogo, giusto?

E soprattutto ha uno scopo futile, molto distante dal distruggere…

E se ti dicessi che sei molto distante anche dal costruire?

Distante dal creare buoni e solidi rapporti con gli altri, dall’aumentare la fiducia reciproca e dall’essere e dimostrarsi coerenti?

Vuoi sapere cosa intendo?

Beh…ora te lo spiego!

Facciamo due chiacchiere sulla critica.


Critichiamoci…!

Innanzitutto definiamola:

La critica è l’attività che consiste nell’analisi e nella valutazione di qualunque situazione e in qualunque contesto. 

dizionario della lingua italiana

Come puoi vedere non è descritta come una azione negativa, ma bensì come un metodo di lavoro razionale ed oggettivo.

E quindi come mai la maggior parte delle critiche prende una connotazione negativa?

Perché è facile!

E’ facile notare i “difetti” e i margini di miglioramento negli altri. Osservare i comportamenti e le azioni altrui, identificando errori o motivazioni per cui si potrebbe svolgere la stessa cosa in maniera diversa rendendola “migliore“, è immediato e anche spontaneo.

La critica è l’attività che consiste nell’analisi e nella valutazione di qualunque situazione e in qualunque contesto. 

Diventa “negativo” nel momento in cui è collegata all’invidia e all’orgoglio o al sentirsi superiori. E purtroppo molto spesso viene associata a questi attributi o alla lamentela, che non sono nient’altro che umani.

Credo che tu abbia ben chiaro cosa intendo, tutti proviamo qualvolta queste emozioni, è normale…

Ammettiamolo! 😉

E se…. e se ci fosse un modo diverso di utilizzare questa connotazione umana?


Critica sì o critica no?

Vorrei provare a valutare con te qualche aspetto della critica, dividendo gli aspetti negativi e sottolineando i benefici.

Iniziamo!

  • Criticare per distruggere: sei sicuro che parlando dell’altro, osservando il suo comportamento e concentrandoti sul notare i suoi aspetti migliorabili stai utilizziamo in maniera efficiente il tuo tempo? Io ritengo che facendo così lo distruggi…!

Tempo sfruttato: io vedo solo questo… Del tempo sprecato e mal utilizzato in azioni non produttive e futili. Prova a contare quanti minuti occupa una critica e poi immagina come si potrebbero invece sfruttarli svolgendo attività costruttive o anche semplicemente dedicandoli a te stesso o ai tuoi interessi. Sì, mi sto riferendo a quei famosi hobby o progetti che rimandi sempre con la motivazione del “non ho tempo“!

  • Criticare senza energia: vorrei soffermarmi sull’energia mentale che necessita una critica. Mi sto riferendo a quella utilizzata dal momento in cui la si pensa, fino a quando la si racconta o la si commenta.

Energia mentale al top: come ti dicevo del tempo, ora mi riferisco all’energia mentale, e anche fisica, che viene dissipata senza ottenere un obiettivo o senza cercare di raggiungerlo. Per conseguire i tuoi progetti è importante avere la mente libera da distrazioni e da sprechi di forza, anzi bensì utilizzare al massimo la tua determinazione e raggiungere un buon livello di sicurezza con te stesso…sii coraggioso!

  • Criticare con negatività: dai, diciamocelo, la maggior parte delle critiche ha una connotazione negativa che nasce da alcune emozioni cupe che provi in un determinato momento o situazione. Un esempio? Vedi un signore passare con una moto bella, bellissima, proprio quella che desideri da tanto tempo e che ancora non ti sei permesso… e ti esce un “ma guardalo quello non sa guidare!”… terribile l’invidia!

Mindset positivo: pensare a se stessi è difficile, quindi perché non convertire le emozioni negative nelle corrispettive positive per poi pensare e costruire dei progetti di crescita e miglioramento? Continuando l’esempio: converti l’invidia in desiderio e prova a immaginare di essere tu in sella, quantifica quanto ti potrebbe mancare per ottenerla e costruisci un piano per raggiungerla!

Avere un mindset positivo è un’abitudine con molte potenzialità e ricco di opportunità.

  • Criticare dal pregiudizio: ultimo, ma non per importanza, vorrei approfondire con te l’origine di ogni critica negativa, ovvero il pregiudizio. Prova a rifletterci… le emozioni cupe che la precedono provengono da un’idea che la nostra mente si crea di quello che stiamo vedendo ancora pima di analizzarla o conoscerla.

La conoscenza rende saggi: scommetto che ti è capitato diverse volte che una tua idea su una persona o una situazione sia completamente cambiata dopo averla conosciuta e approfondita. E non dirmi che non ne sei rimasto stupito…non ci crederei! Allora ti chiedo: vale la pena soffermarsi sui pregiudizi ponendoli così tanta attenzione se poi vengono smentiti?


Criticare per distruggere? Meglio costruire!

Abbiamo concluso una bella riflessione sulla critica negativa, provando a trovare i lati positivi e dei modi per convertirla in costruttiva.

Abbiamo anche visto davvero quanto potremmo guadagnarci in energia e concentrazione per noi stessi.

Ora vorrei suggerirti due metodi che io quotidianamente utilizzo nella mia vita lavorativa e personale per sfuggire dalla “critica per distruggere“.


Chi fa per sé… Fa per tre!

Ancora questo detto? Cosa c’entra con questo discorso?

Ti stupirà, ma è davvero inerente alla nostra riflessione.

Come avrai già intuito, mi sto riferendo alla critica verso se stessi.

E non sto dicendo di farlo perché altrimenti sei una persona “cattiva“, anzi, sto cercando di dirti che riuscire a criticare te stesso è un grande privilegio e un super regalo che puoi farti!

Infatti fermarti, osservarti e individuare i punti da modificare e migliorare è il primo punto per ottenere un’efficace autocritica. Chi meglio di te può conoscerti? E chi ascolti più di te stesso e delle tue emozioni? Sii sincero…!

Diciamocelo però, fare autocritica è una capacità molto complessa e non esente difficoltà, te ne elenco alcune: orgoglio, paura di non potercela fare e di vedere e rendersi conto dei propri errori con vergogna, paura dell’insoddisfazione e di deludere se stessi.

Ma nonostante tutto, non vale la pena provare? I risultati ti stupiranno! 😉


Anziché criticare… Prova a comprendere

Pensa ad un iceberg: ciò che vedi è solo la punta, ma quello che sta sotto il filo dell’acqua rimane un mistero.

Possiamo paragonare ogni persona e ogni situazione a questo iceberg, ovvero ne possiamo vedere solamente il 10% e ci soffermiamo su questo per costruire pregiudizi, idee e critiche.

Il metodo che ti voglio suggerire è quello di provare a osservare o quantomeno capire il restante 90% che rimane nascosto.

Questa parte comprende le emozioni, i pensieri e le motivazioni per cui sta accadendo proprio quello che tu stai guardando e, magari, giudicando.

Prova quindi ad interpretarlo ed a comprenderlo veramente, nel profondo, concedendoti qualche attimo in più per farlo. Per esempio pensa a quell’amico che incrociandoti per strada non ti saluta. Concedigli il beneficio del dubbio immaginando che abbi avuto una cattiva giornata o che semplicemente era concentrato su un qualche pensiero importante, o anche banale.

Come cambierebbe la tua opinione su di lui! E in più otterresti anche un beneficio per te stesso, ovvero che la tua mente si mantiene libera, positiva e pronta a costruire!

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Psicologia

Due chiacchiere sul multitasking

Oggi faremo assieme due chiacchiere sul gettonatissimo, spesso al centro delle discussioni e super ricercato multitasking!

Innanzitutto diamo una definizione: col termine “multitasking” intendo la capacità di fare più cose assieme, o meglio di occuparsi di più azioni con obiettivi diversi nel medesimo tempo.

E qual è l’obiettivo di tutto ciò?

Sicuramente quello di concludere prima del previsto vari mestieri e quindi di conseguenza quello di risparmiare del tempo prezioso.

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Etica

L’arte del prendere decisioni e sapersi arrangiare

Saper prendere decisioni è una delle qualità più richieste sia a livello professionale che nella vita di tutti i giorni.

Scegliere” non è solo un verbo che ispira libertà di pensiero ed azione, ma significa anche “sopravvivere”. Sì, perché la vita è fatta di biforcazioni e scelte da fare, ognuna delle quali può portare a risultati completamente diversi.

Che filosofia, eh?

Spesso mi è capitato di parlare di imprenditori di nuovo stampo, nuovi mindset e stili di fare impresa diversi dall’ordinario.

Saper prendere decisioni, che tu ci creda o meno, è diventata una prerogativa.

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Psicologia

AAA Passione Cercasi! (e come trovarla)

AAA Passione cercasi“, quante volte nella tua testa hai percepito questa frase? Quante volte ti sei detto “non ho una passione” oppure “a me piace tutto!” ma dentro di te provavi una sensazione di spaesatezza?

Se anche tu, come me, ti ritrovi in queste frasi significa che stai leggendo l’articolo giusto!

Buttiamoci in questo argomento senza paura, proviamo ad approfondirlo senza farci bloccare dall’imbarazzo o dall’inquietudine che spesso proviamo quando ci pensiamo, ma affrontiamolo a testa alta e vediamo quali sono le tecniche per riuscire a cercare e trovare la nostra passione!

Quindi… parliamone!

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Imprenditori

Franchising. 6 consigli utili per non cascare nella banalità

Sai cos’è il franchising?

Il francising è un tipo di attività imprenditoriale che si basa sulla collaborazione tra due realtà: il produttore ed il distributore.

A differenza di altri tipi di attività, dove il gestore decide di “mettersi in proprio” a tutti gli effetti, tramite un contratto di franchising il produttore concede il diritto di utilizzare qualcosa che non tutti possono sfruttare: il brand.

Ed è proprio il brand che porta molti imprenditori a scegliere questa versione al brand proprietario, proprio per il valore già esistente capace di generare passivamente interesse da parte dei clienti.

Parole troppo complicate, eh? 😉

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Imprenditori

5 vantaggi del contratto a tempo determinato

I vantaggi di un contratto a tempo determinato non sono poi così trattati, soprattutto in un Paese come l’Italia in cui c’è una sorta di ossessione nel confronto del tanto ricercato posto fisso.

Siamo spesso, se non sempre, ingannati dall’idea che “posto fisso“, o “tempo determinato“, siano sinonimi di “sicurezza” e “carriera” ma, purtroppo, non è poi sempre così.

Io stesso sono sempre stato convinto che questo tipo di contratto sia una sorta di traguardo, una linea di arrivo oltre la quale, a prescindere dalla posizione finale, puoi tirare il fiato.

Ma non mi soffermavo mai sull’elemento più importante: la posizione finale, appunto.