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Sviluppare un’idea imprenditoriale in sole 7 mosse

Sette semplici step sono sufficienti per trasformare un sogno in progetto concreto. Ecco come sviluppare un’idea imprenditoriale!

Chiunque sarebbe in grado di sviluppare un’idea imprenditoriale basandosi esclusivamente sui propri sogni. Pochi, però, sono in grado di concretizzare un progetto teorico in qualcosa di più concreto.

Già in passato ho parlato di come capire se un progetto possa avere successo. Si tratta ovviamente di un articolo completo riguardo quel tema, ma non sufficiente per spiegarti come sviluppare un’idea imprenditoriale completa.

Certamente avere l’intuizione giusta è molto importante. Pensa ad esempio a tutti quei figli di papà che si sono lanciati in business assurdi e che poi sono falliti.

I soldi non fanno la fortuna delle aziende, ma la capacità di posizionarsi al meglio certo che sì.

Cosa significa posizionarsi? Te lo spiego qui.

In questo articolo ti parlerò di come seguire passo a passo un processo che parte da un’idea ed arriva ad un’attività imprenditoriale vera e propria, con le sue qualità ma anche le responsabilità che porta.

Tutto questo in 7 semplici – ma complete – mosse.


Cosa significa sviluppare idea imprenditoriale

Sviluppare un’idea imprenditoriale significa sostanzialmente concretizzare un progetto o, prima ancora, un proprio sogno in modo da renderlo qualcosa di più “fruttifero“. Tutti noi abbiamo in mente qualcosa che ci fa dire “eh con questa cosa qui ci potrei fare un sacco di soldi”, ma veramente pochi hanno le competenze (e il coraggio) per fare quel passetto in più.

Ma andiamo con ordine…

Analizziamo le tre parole principali del titolo:

  • Sviluppare. Significa trasformare qualcosa da uno stato all’altro, e nel nostro caso da qualcosa di “astratto” a qualcosa di “concreto“;
  • Idea. Tutto parte da un’idea, un sogno, un desiderio, una passione o qualcosa che ci fa dire “sì, è la strada giusta!“;
  • Imprenditoriale. Tutta questa pappardella la fai sotto forma di imprenditore, ovvero la figura professionale per eccellenza.

Ti sembrano impossibili solo 7 mosse? Ti stupirai del contrario

Capirai quindi che lo sviluppo di un’idea imprenditoriale passa per due canali fondamentali: la fantasia e la responsabilità. La prima riguarda la vision imprenditoriale, la seconda il suo carattere e la sua determinazione.

Questo perché, come potrai vedere nei prossimi paragrafi, non è poi così semplice giungere alla fine del processo imprenditoriale. Ci sono molte insidie lungo la strada ed è proprio qui che tanti si perdono.

Devi immaginare di essere catapultato in un imbuto. In questo preciso momento ti trovi all’inizio, dove il diametro del foro è più grande.

Per raggiungere la fine, però, la faccenda si fa sempre più “stretta“.


Le 7 mosse vincenti

Vediamo ora insieme queste 7 mosse per sviluppare un’idea imprenditoriale. Ti anticipo già che per qualcuna di esse è richiesto un minimo di competenza in materia.

Ecco perché, molto probabilmente, dovrai affidarti a qualcuno che ti aiuti a portare avanti tutto il progetto. O almeno una sua parte.

Che sia un tuo amico capace di creare siti internet, un notaio per le pratiche di avviamento o un commercialista per il business plan non importa.

Uno dei pilastri di questo progetto sono infatti le relazioni.

Ma vediamo tutte le mosse assieme.

#1 Sogna

Tutto parte sempre da un sogno. Da un “What if…“, se vogliamo farlo sembrare ancora più english.

Il sogno è l’elaborazione concreta che il nostro cervello ci rimanda quando percepiamo il bisogno di fare, sentire o dare qualcosa. Si tratta di un elemento assolutamente irrazionale, qualcosa che non possiamo comandare né scegliere.

Mi ricorda un po’ la scenetta della mela che cade in testa a Newton. Un caso talmente ridicolo e spontaneo, non voluto dallo stesso Newton, ma che gli ha permesso di ideare la teoria sulla forza di gravità.

Secondo te che sogni hanno fatto i vari Bill Gates, Steve Jobs, Jeff Bezos e tutti gli altri multi-miliardari che con i loro sogni hanno creato veri e propri imperi?

In questa fase non c’è niente da spiegare. Il sogno ti permette di concretizzare un progetto, ma non è concretizzando un progetto che si ha un sogno.

Inoltre il sogno fornisce spesso la motivazione in ciò che si porta avanti. A volte il sogno dello “stare meglio di come si sta adesso” ci porta ad avere una vision aziendale mirata agli altri, evitando di cadere nella trappola della ricchezza.

Il mondo, purtroppo, non è quello che raccontano i cinema. Il sogno è il fondamento di qualsiasi cosa, ma la strada per il successo e per la riconoscenza sociale è molto complessa.

#2 Concretizzare l’idea

Non è impossibile, ma QUASI impossibile“, direi citando la frase de Il Professore dalla Casa di Carta.

Anche rapinare la Zecca di Stato o la Banca di Spagna può essere un sogno molto stravagante, ma se non hai l’idea non andrai da nessuna parte. L’idea, infatti, dovrebbe rispondere alla domanda “perché lo faccio?“, a niente di più e niente di meno.

Già, perché al come ci pensiamo dopo. Ora soffermiamoci al “perché”.

Non è facile cogliere al volo la differenza tra un sogno e un’idea: si tratta in entrambi i casi di qualcosa di astratto, che non esiste al di fuori della propria mente. Qualcosa che ha un valore minore allo zero.

Ma…

Se da un lato sognare di essere Superman lo può fare chiunque, farsi un’idea su come farlo sul serio è da pazzi. Anche io ho sognato di essere Spiderman da piccolo, ma non ho mai passato la fase del “ma come diamine faccio a farmi uscire le ragnatele dalla mano?“.

Mi sono quindi fermato il sogno, ma ti ammetto che è stato molto bello anche così.

L’idea, quindi, è quella fase in cui ti si accende la lampadina in testa, quando cominci ad intravedere qualcosa di più concreto di un sogno. Ecco perché parlo del “perché” e non del “come“: il “cosa” (sogno) ed il “come” (progetto) sono come due parti di un foglio strappato che viene ricomposto dalla colla “perché” (idea).

Collega le due cose, come se stessi facendo un puzzle, e cerca di ideare un’opera d’arte.

È un po’ come disegnare qualcosa ma vedere che manca un piccolo dettaglio, senza capire quale.

Tradotto: collega le due cose, come se stessi facendo un puzzle, e cerca di ideare un’opera d’arte.

Solo allora possiamo parlare di qualcosa di più “concreto“.

#3 Determinare la fattibilità

Prima che ti venga in mente di fare il Rambo della situazione e gasarti con queste belle parole è mia responsabilità mettere a terra per un momento i tuoi piedi che stanno già svolazzando.

Ricapitoliamo:

  • Hai un sogno che vorresti realizzare
  • Hai un’idea su come procedere
  • Vuoi diventare un imprenditore nel fare ciò

Stiamo parlando di idee imprenditoriali, o mi sbaglio?

In tal senso devo citarti un articolo molto importante tratto dal codice civile italiano.

È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi

Codice Civile

Ti riassumo velocemente i termini descritti:

  • Esercitare professionalmente. Stiamo parlando di lavoro, non di un hobby momentaneo;
  • Attività economica. Deve generare ricchezza per l’azienda e per la collettività;
  • Scambio di beni e servizi. Devi dare qualcosa in cambio di qualcos’altro.

Concentriamoci sul secondo punto. Per la legge anche se hai un’idea pazzesca, e ovviamente un sogno stravagante, a nulla importa se non sei in grado di produrre ricchezza.

La logica è molto semplice: a cosa serve un’azienda se poi consuma più risorse di quello che genera? Perché la collettività dovrebbe sostenere un’azienda che guadagna 100 ma spende 1000? Non sarebbe una sorta di “bao” nel sistema?

Ecco perché le aziende che non producono ricchezza sono destinate a fallire, prima ancora a causa del fattore economico, per una questione di inutilità sociale.

Ma come faccio a capire se la mia azienda può rendere?

Con un Business Plan.

#4 Sviluppare il progetto

Questo è il primo caso in cui dovrai affidarti a qualcuno di esterno, a meno che tu non sia competente in materie economiche tanto da redigere un business plan. Trovi molti modelli e template in giro per il web e, come vedremo più avanti, sarà fondamentale anche in altri step.

Con il Business Plan il tuo obiettivo è quello di convincere che il tuo progetto sia fattibile e redditizio. Da un lato parliamo quindi della sua concretezza, dall’altro la capacità di generare risorse.

Ma perché è importante sta cosa?

Immagina di essere un finanziatore e che una persona ti chieda dei soldi per un suo progetto. Nella tua testa dovresti avere solo due dubbi:

  • Ma lo porta davanti davvero sto progetto?
  • Sarà in grado di restituirmi i soldi?

Possiamo quindi elencare i 6 capitoli di un Business Plan standard:

  1. Descrizione del contesto. Si tratta di un’introduzione generale al progetto in cui ne descrivi obiettivi e scenari;
  2. Posizionamento. Che strategie adotterai per entrare nel settore di riferimento? Ho parlato di posizionamento in questo articolo;
  3. Piano operativo. Stesura di una guida su tutte le decisioni in materia di localizzazione, produzione e marketing;
  4. Struttura e management. Descrizione dell’organizzazione generale, dei ruoli e della divisione del lavoro;
  5. Reperimento delle risorse. Come acquisirai risorse per la gestione ordinaria del progetto? Capitale Sociale e di terzi, come li distribuirai?
  6. Previsioni di bilancio. Come prevedi vada l’azienda nei suoi primi anni di vita?

Perfetto, hai il tuo Business Plan! Ora non ti resta che presentarlo ad altre persone.

#5 Costruire relazioni

Eccoci finalmente alla prima vera e propria fase pratica utile a sviluppare un’idea imprenditoriale!

Molto probabilmente se sei arrivato a questo punto hai superato il primo grande scoglio, ora passiamo allo zoccolo duro dell’intero processo: gli stakeholders.

Lo stakeholder è un soggetto che ha un interesse di qualsiasi tipo nei confronti della tua azienda o di ciò che rappresenti.

Possiamo avere diversti tipi di stakeholders sulla base degli interessi:

  • Economici. Banche, azionisti, creditori, debitori
  • Strutturali. Dipendenti, colleghi, partner
  • Ambientali. Chi vive in prossimità dell’azienda

E via dicendo…

Ma cosa c’entrano gli stakeholders con lo sviluppo del progetto.

Semplicemente che per sviluppare un progetto hai bisogno che ci siano persone interessate ad esso. Finanziatori per l’avviamento, potenziali clienti, partner commerciali, co-fondatori, ecc.

Per sviluppare il progetto hai quindi bisogno di presentare il tuo business plan ad altre persone ed ottenere il loro appoggio, rendendolo in questo modo concreto. Fino a questo momento era tutto un schizzo su un foglio che solo tu avevi visto, ma ora sta a te vendere la tela ai collezionisti.

Se pensi che l’opinione pubblica non sia poi così importante per lo sviluppo di un’azienda ti sbagli di grosso. E ti spiego il perché qui.

Se pensi che l’opinione pubblica non sia poi così importante per lo sviluppo di un’azienda ti sbagli di grosso

#6 Reperire risorse

Sono tutti bravi a dare il proprio benestare quando qualcuno presenta un progetto interessante. Ma ti assicuro che tanti fanno un passo indietro quando chiedi un contributo per l’avviamento.

La questione soldi è sempre la più delicata per qualsiasi imprenditore.

Qualsiasi bilancio basa tutto il risultato su un elemento finanziario: il Capitale.

Il Capitale, ovvero le risorse da cui l’azienda attinge per svolgere la sua attività, può essere composto da due valori:

  • Capitale proprio. Sono beni e denaro che l’imprenditore conferisce di tasca propria;
  • Capitale di terzi. Si tratta di conferimenti di stakeholders (es. banca, soci finanziatori, amici, ecc.).

Se decidi di conferire tutto di tasca tua non ci sono poi così tanti problemi dato che i soldi sono tuoi.

Ma come faccio se ho bisogno di soldi da altre persone?

Grazie al Business Plan, specialmente lavorando bene nei punti 5 e 6. Se sei in grado di generare ricchezza ci saranno più realtà disposte ad investire su di te.

Non esiste, infine, un mix corretto di capitale proprio-capitale di terzi. Non è comunque corretto né rischiare al 100% i propri soldi né basare tutto il capitale su soldi di terzi.

Ad ogni modo, esistono esperti del settore anche per questo motivo.

#7 Implementa il progetto imprenditoriale

Una volta trovati partner e risorse, siamo pronti a sviluppare il nostro progetto imprenditoriale in modo definitivo!

La parola d’ordine in questa fase è FARE. Probabilmente siamo tutti bravi a fare progetti, ma non tutti siamo altrettanto bravi a mantenere le promesse.

Spesso il mercato è molto più diverso di come ce lo aspettiamo, ma sta alla nostra capacità imprenditoriale gestire le difficoltà e coglierne i frutti.

Se sei interessato a sviluppare un progetto imprenditoriale potresti quindi aver bisogno di risorse per lo sviluppo dell’imprenditorialità.

Ci sono quindi molti aspetti da tener conto:


Sviluppare un’idea imprenditoriale. Riassumiamo

In sostanza per sviluppare un progetto imprenditoriale dobbiamo rispondere a diverse domande:

  • Quali sono i bisogni che vogliamo sanare?
  • Qual’è la situazione del mercato in cui vogliamo entrare?
  • Quali sono le mie competenze e qualità?
  • Quanto frutterà la mia azienda nel breve e nel lungo periodo?

Sono solo 7 step da seguire per passare da un sogno ad un progetto avviato, ma saltando anche solo uno di essi ti obbliga a partire con un forte handicap.

Spesso, inoltre, fare tutto da soli è controproducente perché ognuno, con le proprie qualità, può contribuire allo sviluppo del progetto. Ecco perché saper trovare il giusto partner è fondamentale.

Ultimo – ma non meno importante – ricorda sempre che l’opinione pubblica è davvero importante perché il cittadino è il tuo cliente. Questo lo insegna anche La Casa di Carta, e ti consiglio sempre di tenerlo a mente!

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.