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Psicologia

Il problema del sovraffollamento informativo

La nostra mente è come una spugna: assorbe fino a che non è piena. Quando lo diventa, nasce il problema del sovraffollamento informativo

Il problema del sovraffollamento informativo è una diretta conseguenza dell’abuso di messaggi, contenuti e dati che il nostro cervello riceve in continuazione giorno per giorno.

Spesso derivante dalla pubblicità invasiva e virale, si tratta di un vero e proprio paradosso per il fatto che molti dati trasmessi non vengono acquisiti da chi sta ascoltando.

Tradotto: se la tua vicina logorroica ti parla per due ore, ascolti i primi due minuti e il resto lo dimentichi dopo mezz’ora.

In questo articolo voglio parlarti di come – e quanto – sia difficile comunicare, nel senso che spesso i messaggi vengono talmente articolati che la sostanza, o il nocciolo, non giunge alla mente di chi ascolta.

Se pensi che con tante parole si giunge all’obiettivo, forse sei più focalizzato sulla quantità che sulla qualità.

Ma in ambito comunicativo la qualità la fa da padrona.

Vediamo quindi insieme il problema del sovraffollamento informativo, di quali siano le sue implicazioni e come fare per far giungere il messaggio nella mente di una persona.


I limiti del nostro cervello

Dobbiamo pensare al nostro cervello come ad una spugna: può assorbire un numero limitato di dati, oltre i quali si limita a respingerli.

Non è una questione di autodifesa o cose del genere, come siamo abituati a sentir dire. Semplicemente quando il cervello non è in grado di elaborare ulteriori dati, semplicemente rifiuta di assimilarli.

Pensa ad un PC: cosa succede quando apri troppe finestre? Prima la ventola comincia a lavorare per raffreddare i componenti interni finché, esausto, il PC si spegne in arresto critico.

Chiaramente il nostro cervello non si può spegnere.

Ma si può chiudere.

Dobbiamo pensare al nostro cervello come ad una spugna: può assorbire un numero limitato di dati, oltre i quali si limita a respingerli.

Secondo molte ricerche, tra le quali questa, la spesa pubblicitaria nel mondo è in costante crescita. Ciò significa che le aziende spendono sempre di più in advertising, aumentando la ricerca di nuovi lead.

Una conseguenza dell’aumento della spesa pubblicitaria è chiaramente l’aumento delle informazioni trasmesse. Una delle cause del sovraffollamento informativo, quindi, è la costante crescita della spesa pubblicitaria stessa.

Strano no? Cerchi di investire di più in advertising ed otteni come risultato un valore inverso all’atteso.

Insomma: dobbiamo capire che cavolo succede e cosa possiamo fare per evitare che i nostri messaggi rimangano in un limbo abitato da nessuno.


Le implicazioni del sovraffollamento informativo

Devi un po’ pensare che la gestione delle informazioni che arrivano al cervello vengono gestite un po’ come da una segretaria: il suo compito è filtrare tutti i dati in ingresso, scremarli e far arrivare al capo solamente le cose più importanti.

Il nostro cervello funziona allo stesso modo: si sveglia la mattina con una quantità X di memoria disponibile che, una volta riempita, si rifiuta di assumere nuovi dati.

Un essere umano riesce a mantenere una concentrazione sufficiente all’ascolto per non più di 50 minuti.

Cosa pensi che succeda a tutto ciò che viene detto dopo questo limite, pensando ad esempio ad una conferenza di 4 ore?

Finisce tutto nel dimenticatoio, ovvio!

Ecco quindi cosa implica un sovraffollamento informativo:

  • Perdita di dati utili che il nostro cervello si rifiuta di assimilare;
  • Disinteresse cronico verso nuovi dati e nuove esperienze, per quanto possano interessarci;
  • Difficoltà nel creare relazioni comunicative;
  • Distorsione del dato acquisito se ci si sforza di comprendere nonostante la saturazione.

Tradotto: è difficile comunicare con chi ha la testa piena.

Cosa dobbiamo fare quindi per riuscire a far passare un messaggio?

I marketers ed i copywriters la fanno facile sotto questo aspetto: sii convincente, scrivi bene ed il messaggio arriva.

Ma un conto è scrivere, un altro è farsi leggere.

Bisogna quindi essere in grado di mettere in piedi una comunicazione efficace.


Regole per una comunicazione efficace

Non è facile oggi fare pubblicità senza rischiare che il nostro messaggio finisca nel dimenticatoio.

Le televisioni sono da un lato in declino, dal punto di vista dell’audience, ed il disinteresse nei confronti dello spot aggrava solamente una situazione già difficile per i costi di trasmissione.

Anche i Social Network, ampiamente osannati come frontiera massima del digital advertising, sono costellati di utenti che scorrono il feed senza dare minimo interesse alle ADS.

Nonostante ciò, si può fare molto. Ovunque.

Sia chiaro che non sto dicendo che la pubblicità online non funzioni, eh. Semplicemente sto dicendo che non si può dare per scontato che ogni singola unità pubblicitaria arrivi al target in automatico.

Un format comunicativo, dati gli elementi visti finora ed il fatto che parliamo di rapporti extra-personali, deve avere poche – ma determinanti – caratteristiche:

  • Conciso
  • Semplice
  • Attraente

Conciso perché devi essere chiaro in ciò che vuoi comunicare.

Semplice perché una persona non può perdere tempo nell’interpretare le tue parole: hai pochi secondi di tempo, poi si passa al dato successivo.

Attraente lo devi essere per catturare l’attenzione di chi hai di fronte, dato che il piacere è uno degli elementi che il nostro cervello gradisce di più.

Devi immaginare l’interlocutore di fronte a te che continua a dirti “dai, vai al punto” e cose del genere. Il tuo obiettivo è farglielo dire il meno possibile.

Vediamo ora cosa comporta tutto questo in ambito marketing.


Sovraffollamento informativo e marketing

Non è poi così difficile intuire la relazione che intercorre tra il marketing ed il sovraffollamento informativo. Basta pensare, ad esempio, che il marketing non è altro che comunicazione applicata al business.

A livello marketing, però, non abbiamo solamente il problema del far giungere il messaggio alla mente del nostro lead.

Dobbiamo fare i conti con la concorrenza.

Dai, non dirmi che non ci avevi pensato.

In una guerra continua tra domanda e offerta, dando la domanda come un fattore fisso, l’offerta si basa su chi riesce meglio a comunicare. Ma non è tanto la capacità di parlare o scrivere ad averla vinta, quanto piuttosto il modo corretto di posizionarsi nella mente del cliente.

Se una persona ha uno slot “pizza”, tu e la tua pizzeria dovete riuscire ad occuparlo come “miglior pizzeria del mondo”.

Non a caso le migliori aziende in ambito marketing sono quelle che fanno la migliore comunicazione.

Ma ci sono diversi modi per “farsi sentire meglio degli altri“:

  • Tramite viral marketing e passaparola;
  • Con targetizzazioni studiate per inviare messaggi ben dettagliati;
  • Mediante la scelta dei canali comunicativi più adatti;

E molti altri ancora.

L’unica cosa importante è sempre la stessa: il messaggio va recapitato nel modo più concreto, semplice e piacevole possibile.

Pena la dispersione in un limbo da cui non si torna indietro.

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.