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Smart Working. Cos’è, come funziona e come richiederlo

Lo smart working permette ad un lavoratore dipendente di lavorare anche da casa. Ma perché questo tipo di contratto non è così diffuso?

Lo smart working è una particolare tipologia di contratto che permette ad un lavoratore dipendente di operare anche distante dalla propria scrivania.

In un’epoca in cui ormai le connessioni internet sono più veloci ed efficaci dei sistemi stradali che ci fanno impegnare ore per raggiungere il posto di lavoro, poter lavorare da casa con orari flessibili è un agio che ormai molti possono permettersi.

Dall’altro lato, però, non viviamo in una società in cui i “capi” si sentono rasserenati nell’avere un dipendente che opera distante ai loro occhi.

Mai sentito parlare di datori di controllo che vogliono sempre sapere cosa stai facendo, come lo stai facendo e che risultati stai ottenendo?

Un classico, oserei dire 😉

Ad ogni modo ci sono sempre più fattori che incentivano lo sviluppo di queste tipologie di contratto. Tra questi possiamo identificare quelli di tipo fiscale (sgravi sulle imposte per le imprese), di efficienza (maggiore qualità del lavoro da casa) e, purtroppo, naturali (come nel caso del fenomeno Coronavirus).

Ecco quindi spiegato cos’è lo smart working, come funziona in Italia e come richiederlo al tuo datore di lavoro!


Smart working e telelavoro. Che differenza c’è?

Parlando di telelavoro e smart working è facile fare confusione. Ecco la diferenza:

Il telelavoro è una forma di decentralizzazione della mansione lavorativa che permette ad un dipendente di esercitare la sua mansione al di fuori della sede aziendale, pur col vincolo di stabilire un luogo ed un orario di reperibilità fissi.

In sostanza con il contratto di telelavoro un lavoratore può lavorare da casa ma deve scegliere un posto ed un orario da cui s’interfaccerà con i suoi colleghi. Il datore di lavoro, a sua volta, saprà che durante gli orari di lavoro stabiliti il dipendente sarà esattamente nel posto indicato da contratto, altrimenti lo si definisce “assente“.

In sostanza con il telelavoro, rispetto ad un lavoro tradizionale, cambia solamente la sede dello svolgimento dell’attività lavorativa. Tutto il resto, invece, rimane invariato.

Lo Smart Working, invece, è più “smart” a tutti gli effetti.

Con un contratto di Smart Working il lavoratore è libero di determinare il luogo e gli orari di lavoro, legando le sue prestazioni direttamente ad un risultato da raggiungere o un obiettivo prefissato con il datore di lavoro.

La differenza con il telelavoro è quindi data dalla libertà di determinare luogo e orari di lavoro flessibili. Puoi lavorare da casa come in treno o in aereo; puoi lavorare 12 ore al giorno come non fare nemmeno un minuto in un giorno.

Il tuo unico vincolo è gestire il tuo monte ore al fine di raggiungere un obiettivo determinato con il tuo datore di lavoro.

smart working

Un web developer, ad esempio, può lavorare in Smart Working. Una volta determinati budget, scadenze ed istruzioni generali può gestirsi il tempo a disposizione per sviluppare la sua idea con l’unico vincolo del dover presentare il progetto entro la data prefissata.

Chiaro il concetto?


Cosa significa il termine SMART?

Prima di analizzare i vantaggi e gli svantaggi del lavorare da casa dobbiamo porci una domanda:

Cosa significa SMART?

Grammaticalmente parlando, il termine smart in inglese corrisponde al nostro termine “agile“. Questo però non significa che ci permette di essere lavoratori atletici o sempre in giro a fare movimento, ma piuttosto che ci viene data maggiore libertà.

Il concetto standard di lavoro in ufficio si basa su pochi, ma ben specifici, concetti:

  • Vieni a lavorare N ore al giorno
  • Porta a termine il lavoro X nel minor tempo possibile
  • Aspettati in ogni momento il tuo capo venire a controllare ciò che fai

Questo perché il focus del lavoratore dipendente non è ciò che fa ma il tempo in cui si rende disponibile per il lavoro. Pensaci: molto probabilmente al momento della tua assunzione come dipendente è evidenziato più in grassetto le ore di lavoro che la tua mansione.

Il termine SMART, invece è molto più “agile” in quanto più “specifico“.

Analizzando:

  • Specifico. Sei a casa a lavorare, ma hai un obiettivo specifico da raggiungere
  • Misurabile. Avendo un obiettivo specifico, ne puoi misurare i progressi
  • Scalabile. Puoi avere un obiettivo ma puoi ampliare i tuoi risultati se ti rimane tempo
  • Rilevante. Puoi fare qualcosa di utile, non solo “presenza” in ufficio
  • Basato sul tempo. Non parliamo di tempo-presenza quanto piuttosto di date di scadenza ben determinate, entro le quali portare a termine il lavoro.

Un datore di lavoro non ha bisogno di un dipendente che faccia presenza. Ha bisogno invece di qualcuno da pagare per i risultati che ottiene.

Pensa al commerciale che non percepisce uno stipendio fisso ma provvigioni sul venduto. Ti sembra una cosa strana? No, perché se vendi ti pago altrimenti ti attacchi al primo tram che passa.

Ecco perché SMART non è sinonimo di “fare finta di lavorare“. Questo è un concetto datato, oramai tramutato in scusa per denigrare il lavoro agile.


Vantaggi e svantaggi del lavoro agile

Ma perché io, lavoratore, dovrei optare per un lavoro SMART? Ma come faccio io, datore di lavoro, da concedere un tale diritto e fidarmi?

Se ci fermiamo solamente ad analizzare il termine grammaticale del termine agile ci fermeremmo qui, in una situzione dove la frenesia del lavorare in pigiama si scontra con la diffidenza dei datori di lavoro.

Risultato? Un nulla di fatto.

Per riuscire quindi a giungere ad una soluzione comune dobbiamo analizzare i vantaggi e gli svantaggi legati a questo tipo di contratto.

Vediamo velocemente gli svantaggi:

  • Il “capo” non può controllare in tempo reale il dipendente come se fosse in azienda;
  • Il dipendente può faticare se ha bisogno di materiali che può reperire solo in azienda;
  • Il lavoratore ha un maggior coinvolgimento della vita lavorativa con quella privata;
  • Se ci sono interruzioni di linea, il lavoro potrebbe risultare impossibile da svolgere.

Ce ne possono essere altri, ma sono troppo specifici per vederli tutti. Quindi…

Quali sono i migliori vantaggi per il lavoratore?

  • Maggiore flessibilità in termini di orari e spazi di lavoro;
  • Lavorare in un ambiente più “familiare
  • Poter lavorare con aziende in ogni angolo del Mondo;
  • Maggior focus sull’obiettivo e meno sul tempo;
  • Minori disagi dovuti alla c.d. “segregazione lavorativa“.

Quali sono i migliori vantaggi a capo del datore di lavoro?

  • Poter assumere personale anche fuori zona, migliorando la qualità del proprio organico senza tener conto della distanza;
  • Beneficia di un miglior rendimento del lavoratore (come comprovato da diversi studi empirici);
  • Sgravi fiscali e diminuzione di costi fissi per il dipendente (es. riscaldamento, acqua, servizio mensa, internet, devices, ecc.)
  • Maggior focus sul lavoratore in quanto va analizzato il rendimento;

Metti insieme i punti qui sopra e troverai una risposta alla domanda posta all’inizio del paragrafo 😉


Come funziona in Italia lo Smart Working?

La definizione legale di Smart Working è stata introdotta in Italia con il Jobs Act, una serie di provvedimenti emanati a cavallo tra il 2014 ed il 2016. L’obiettivo di questa riforma del lavoro è stato la flessibilità lavorativa, mirata ad sia ad agevolare il lavoratore sia ad incentivare l’assunzione da parte delle aziende.

La Legge 81/2017 regola in modo definitivo il lavoro agile, identificando diritti ed oneri a capo sia del dipendente che del datore di lavoro.

I dipendenti assunti con contratti di Smart Working godono degli stessi diritti di tutti gli altri dipendenti che svolgono l’attività all’interno dei locali aziendali in termini di:

  • Retribuzione
  • Gestione delle malattie
  • Gestione degli infortuni

Il contratto Smart Working può essere di due tipi: a tempo indeterminato e a tempo determinato. In quest’ultimo caso, il recesso può avvenire con un preavviso non inferiore a trenta giorni.

Un piccolo dettaglio: con un contratto di Smart Working un lavoratore è libero di determinare il luogo e gli orari di lavoro. In tal senso, fantasticando un po’, un dipendente potrebbe anche lavorare sempre e solo nei locali aziendali come se fosse un dipendente “ordinario“.

Ma immagino che se tu firmassi un contratto di Smart Working non lo faresti mai 😉

La pagina dedicata sul sito del Ministero è più che esaustiva in termini di Smart Working. Ora risponderò alle domande più frequenti in materia.


Domande e risposte sullo Smart Working

Ecco le domande più frequenti e le risposte direttamente dalla normativa.

Quanto guadagna un lavoratore in Smart Working?

Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda.

Il datore di lavoro può controllare lo Smart Worker?

L’accordo relativo alla modalità di lavoro agile disciplina l’esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa dal lavoratore all’esterno dei locali aziendali.

Come funziona la sicurezza sul lavoro?

Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro.

E per quanto riguarda gli infortuni e le malattie?

Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali.
Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessita’ del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.


Come chiedere il lavoro agile al datore di lavoro

Ti assicuro che anche elencando tutti i vantaggi descritti finora qualsiasi datore di lavoro sarà almeno un minimo scettico nell’accettare un contratto di lavoro in Smart Working.

Ipotizzando che invece tu abbia più fortuna di molti altri, ecco il procedimento richiesto dalla legge per ottenere un contratto di lavoro agile in regola con la normativa vigente.

Innanzi tutto ad occuparsi dell’invio dei documenti ci dovrà pensare l’azienda, più nello specifico l’addetto al personale. Attraverso il sistema SPID può inviare la documentazione necessaria direttamente al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Nel momento in cui viene stipulato il contratto devono essere indicati i seguenti elementi:

  • Dati del datore di lavoro
  • Dati del lavoratore
  • Tipologia di lavoro agile (tempo determinato o indeterminato)
  • Durata del rapporto lavorativo

ATTENZIONE! A seguito dell’emeregenza COVID-19 il Ministero ha avviato una procedura semplificata per la richiesta di lavoro agile, da inoltrare direttamente sul loro sito. Cliccando qui si possono avere tutte le informazioni necessarie.

E se il mio capo non capisce niente in materia? Se l’ufficio personale mi dice che non sono in grado di portare avanti la pratica?

In genere gli uffici amministrativi sono in grado da soli di gestire il personale, anche perché spesso sono affiliati ad enti sindacali che forniscono assistenza diretta su qualsiasi materia.

In caso contrario – augurandoti che non ti capiti mai – puoi ottenere tutte le informazioni che ti servono da questa pagina. Inoltre puoi condividere questo articolo all’ufficio personale, agevolandolo nell’acquisizione delle informazioni necessarie.


I migliori PC per telelavoro e Smart Working

Se hai ben letto l’articolo fino a questo punto ricorderai che una delle caratteristiche dello Smart Worker è di doversi arrangiare nel reperimento della strumentazione necessaria. Quindi se da un lato per il telelavoro è la ditta a fornirti il PC, con lo Smart Working le cose non sono così semplici.

Entri quindi nel solito loop nel quale la domanda che gira è sempre la stessa.

Che computer devo comprarmi?

I parametri sono sempre i soliti due:

  • Il costo
  • Le prestazioni

Devi quindi scegliere un device che ti permetta di ottenere prestazioni in linea a quelle richieste dal lavoro che devi svolgere ma che allo stesso tempo non ti costi di più di quanto tu possa guadagnare.

Se ad esempio ricopri il ruolo di semplice impiegato d’ufficio ed il tuo compito è quello di registrare documenti, fare preventivi, lanciare ordini o cose del genere non avrai bisogno di un super-computer. Puoi scegliere qualcosa di semplice, magari studiando se prendere un fisso o un portatile (non dirmi che non lavoreresti dal divano, dai).

MIGLIORI COMPUTER STANDARD PER SMART WORKING

Se invece hai lavori più importanti, come ad esempio lo sviluppatore, il progettista o ingegnere che richiede programmi come il CAD che sono dei macigni da far girare, ecco che la scelta potrebbe ricadere su una Workstation ad altissime prestazioni.

MIGLIORI WORKSTATION PER SMART WORKING

Altro ramo ben battuto dallo Smart Working è la grafica. Quale computer potrà mai essere consigliato per il graphic design? E perché proprio un Apple?

MIGLIORI COMPUTER APPLE PER GRAFICA SMART WORKING

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.