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Scienze delle merendine: orgoglio e pregiudizio

Esistono davvero facoltà di serie A e B? Come si determina se una facoltà è meglio dell’altra? Alla scoperta di scienze delle merendine!

Lavorerà al massimo come commessa al McDonald’s

Eh facile laurearsi in scienze delle merendine

Ma che serve fare una laurea del genere?

Sono solo alcune delle frasi che ho sentito dire dagli studenti delle più disparate facoltà universitarie italiane nei confronti di ogni corso di studio diverso dal loro.

Una casta, quella universitaria, che mette ogni anno a confronto ragazzi molto simili tra loro, ma marchiati in modo indelebile dal percorso di studio scelto senza poter tornare indietro o far cambiare idea ai propri amici o compagni.

Alla fine c’è comunque poco da dire: sono sempre i numeri alla fine che parlano.

Secondo un recente rapporto di Almalaurea, il tasso di occupazione per quanto riguarda i laureati magistrali biennali del 2011 a cinque anni dal conseguimento del titolo è pari al 84%. Davvero un bel valore rispetto alla media nazionale.

Cito direttamente la fonte in questione:

I laureati delle professioni sanitarie e quelli dei gruppi ingegneria mostrano le migliori performance occupazionali, con un tasso di occupazione superiore al 90%. A seguire, i laureati dei gruppi economico-statistico (89%), scientifico (88%), chimico e architettura (86%, per entrambi).

Di poco inferiori alla media sono invece gli occupati degli ambiti disciplinari linguistico e politicosociale, agraria, educazione fisica (tutti intorno all’82%). Restano al di sotto della media i tassi di occupazione dei laureati dei gruppi psicologico (79%), insegnamento (77%), geo-biologico e giuridico (76%, per entrambi), letterario (75%): la dimostrazione di come le difficoltà occupazionali non coinvolgano esclusivamente le lauree umanistiche.


Le scienze delle merendine

Obiettivo del famigerato titolo dispregiativo sono sempre i soliti corsi di studio: scienze della formazione, scienze della comunicazione, scienze politiche e compagnia varia.

Ma cosa s’intende per “scienze delle merendine”?

Con questo termine si descrive un titolo di studio considerato “semplice” ed allo stesso tempo “inutile; un modo per indicare il fatto che chi non frequenta questo corso sta facendo qualcosa di più difficile e fruttuoso per il futuro.

Allora perché proprio i corsi sopra citati sono obiettivo di questo “attacco”?

Bella domanda. Forse a volte anche ci è effettivamente superiore a qualcun altro ha bisogno di sentirsi un gradino sopra, aggredendo in questo modo anche chi c’entra poco niente.

Studiare la differenza tra un accento grave ed uno acuto è ritenuto inferiore del calcolare la velocità con la quale la Terra gira intorno al Sole.

Ma si sa, i lavori sono tutti nobili. E come il lavoro, anche gli studi sono tutti fonte di conoscenza.

Ma c’è davvero questa forte differenza tra i vari corsi di studio? Come si potrebbe fare a metterli tutti sullo stesso piano?

A volte metterci la faccia è la cosa più semplice e redditizia…


Davide vince contro Golia

Sono sempre stato affascinato dalla storia di Davide e Golia, sia per il fatto che l’eroe in questione ha il mio stesso nome e sia per l’epicità del racconto. Da un lato un piccolo e minuto ragazzo armato di fionda, dall’altro un omaccione alto più di due metri armato da testa a piedi. E basta un sasso per far crollare il gigante.

Allo stesso modo può una laurea in “scienze delle merendine” superare una facoltà come ingegneria o economia sul piano occupazionale ed economico?

Certo che sì!

Come?

Adattandosi e sviluppandosi!

Ma attenzione: a svilupparsi non è tanto il corso di studio in sé. È lo studente/laureato che deve capire come arricchire la propria figura professionale.

Ad esempio per uno psicologo potrebbe essere molto interessante studiare il neuro-marketing, una nuova frontiera specializzata dove la psicologia umana gioca un ruolo importante.

Uno studente di lettere può studiare intensamente la letteratura italiana in lingua straniera, aprendosi un panorama lavorativo molto ampio e pieno di opportunità di insegnamento all’estero.

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… Quindi?

Non bisogna mai arrendersi, darsi per sconfitti o dare per scontato che tutto sia dovuto.

Alcune tra le più influenti persone del momento hanno dato anima e corpo per arrivare al punto in cui sono. Allo stesso modo bisogna capire quali siano i veri punti importanti per la nostra vita.

  • Diamoci degli obiettivi.
  • Siamo curiosi e scopriamo sempre qualcosa di nuovo.
  • Non scegliamo sempre la via più veloce.

Partiamo da questi punti, ed ognuno di noi riuscirà, prima o poi, a realizzare tutti i suoi sogni.

P.S. Sempre che questi siano concretamente realizzabili…

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.