Categorie
Etica

L’arte del prendere decisioni e sapersi arrangiare

Saper prendere decisioni è una delle qualità più richieste sia a livello professionale che nella vita di tutti i giorni.

Saper prendere decisioni è una delle qualità più richieste sia a livello professionale che nella vita di tutti i giorni.

Scegliere” non è solo un verbo che ispira libertà di pensiero ed azione, ma significa anche “sopravvivere”. Sì, perché la vita è fatta di biforcazioni e scelte da fare, ognuna delle quali può portare a risultati completamente diversi.

Che filosofia, eh?

Spesso mi è capitato di parlare di imprenditori di nuovo stampo, nuovi mindset e stili di fare impresa diversi dall’ordinario.

Saper prendere decisioni, che tu ci creda o meno, è diventata una prerogativa.

Il concetto è molto semplice: siamo bombardati da informazioni in ogni momento della nostra vita e spesso lasciamo scegliere gli altri o, peggio, ci rifiutiamo di prendere decisioni.

Questo comporta tristissime cadute di stile e mancata carriera, oltre che una sana demotivazione.

Ecco quindi l’importanza del saper prendere delle decisioni e come può influire sul concetto dell’arrangiarsi.


Prendere decisioni a lavoro

Penso che sia scontato dire – ma non lo sia poi così tanto ricordarlo – che prendere decisioni a lavoro è una delle skill più richieste.

A livello aziendale esistono due figure:

  • Le menti
  • Le braccia

Mentre le prime sono individuabili soprattutto a livello dirigenziale, le seconde le troviamo in prima linea, in produzione, dove l’azienda ha senso di esistere.

Sai dov’è la differenza?

La differenza consiste nel fatto che se da un lato il lavoro di prendere decisioni – menti – con l’automazione avrà un tasso di sostituibilità a discapito delle macchine del 10%, chi fa lavori ripetitivi – braccia – ha un tasso che raggiunge quasi l’80%.

Detto in parole poveri, un operaio che svolge un’azione ripetitiva rischia che ogni 5 di esse si trovi a doverne fare 4 di meno, effettuate dalla macchina.

Pensi sia fico?

Diciamo che se oggi servono 5 persone a svolgere un compito di valore 100, domani ne basterà una che svolga 20 (ovvero quello che già fa) mentre il restante 80 lo faranno le macchine.

E gli altri 4?

A casa.

Il manager, invece, è colui che prende decisioni. Siccome prendere decisioni non è una funzione razionale, se non con una camionata di dati analizzabili che non abbiamo, il tasso di sostituzione è molto più basso.

Di conseguenza, saper prendere decisioni salverebbe la tua vita lavorativa.

Inoltre, saper arrangiarsi beneficia tutta la carriera di una persona.

Vediamo come…


Saper arrangiarsi è benefico per la carriera

Ci sono molte cose che leggi, pensi o ti senti dire rispetto la tua carriera ed il tuo sviluppo professionale. Un punto fisso, però, c’è ed è sempre da tenere a mente.

Avere responsabilità, ovvero prendere decisioni, porta beneficio alla carriera.

Ma da che punto di vista?

  • Remunerativo, ovvero lo stipendio ed i bonus;
  • Personale, per la sensazione di avere più potere e libertà di azione;
  • Prestigio, per l’affermazione della propria figura professionale.

Se quindi pensi che saper prendere una decisione è cosa da poco, sappi che non solo ti garantisci un posto di lavoro ma puoi anche ottenere benefici a lungo termine.

Alla fine è proprio questa la differenza tra chi ha aspirazione ed intraprendenza rispetto a chi, come molti fanno, si limita a rispettare gli ordini, lamentandosi e non lasciano niente di concreto al mondo.

Pensi che quindi sia davvero conveniente starsene zitti?


Prendere decisioni a casa

Voglio subito fare una premessa: per “prendere decisioni in casa” non intendo fare il capo ed impartire ordini a destra e a manca, ma piuttosto di determinare un’azione o una scelta in modo autonomo e portarla a compimento.

Per capirci, intendo come decisioni domestiche:

  • Decidere che è ora di pulire la casa e passare l’aspirapolvere;
  • Scegliere una dieta e portarla avanti di propria iniziativa;
  • Voler andare in vacanza, informarsi e prenotare l’hotel.

Tutte queste decisioni hanno una connessione causa-effetto che non passa per il “lascio il compito agli altri” o “aspetto che gli altri lo facciano“.

Non avrebbe senso.

Se ad esempio decido di cambiare lavoro, non posso aspettare che siano le aziende a cercarmi o che sia un mio familiare a dirmi di farlo.

Chiaro?

Spesso ci nascondiamo dietro scuse e motivi stupidi per evitare di fare un cambiamento o compiere un’azione, tutto soltanto per il fatto che non sappiamo decidere o – ancora più spesso – abbiamo paura di fallire.

Ma perché hai paura?

Perché non sai che conseguenze ci potranno essere, se una volta visti i risultati diresti “ah sarebbe stato meglio non aver cambiato niente”.

Ma ricorda: se non provi non fallisci, ma se non provi non ottieni neanche situazioni migliori.

Chiaramente non stiamo parlando di stipendio e di prestigio alti, ma stiamo parlando della propria persona e della propria auto-stima.

Giusto per fare un esempio, una delle cause più frequenti di divorzio è l’incapacità tra i coniugi di risolvere diatribe.

Non pensi che il voler risolvere sia per sé una decisione? Non pensi, quindi, che saperla prendere al momento giusto sia fondamentale?

Ne va quindi della vita di una famiglia, non solo la tua.


Perché saper scegliere è un’arte

Mi piace pensare che scegliere è un’arte, nel senso che non è un fattore che dipende da competenze e conoscenze ma piuttosto da una sana capacità di sapersi buttare e scrutare gli orizzonti.

Ho pensato inoltre che ogni figura, professionale o non, è categorizzabile secondo una tabella che ho chiamato Matrice del Successo.

In particolare, suddivido le persone in due macro-categorie:

  • Chi ha competenze e chi non le ha
  • Chi sa e chi non sa quello che sta facendo

Graficamente parlando, otteniamo questa matrice:

SO LE COSE
SO QUELLO CHE FACCIO
NON SO LE COSE
SO QUELLO CHE FACCIO
SO LE COSE
NON SO QUELLO CHE FACCIO
NON SO LE COSE
NON SO QUELLO CHE FACCIO

Da un lato ci sono quindi le cosiddette persone “studiate“, ovvero quelle che hanno competenza e sanno anche quello che fanno quando prendono decisioni.

Dall’altro, invece, ci sono i cosiddetti “pazzi” che non hanno idea né di quello che parlano né di quello che stanno facendo.

Sai dove sta il problema?

Nel fatto che oggi internet spinge in modo forte quest’ultima categoria, ovvero le persone che creano più danni che altro. Per carità ci saranno pure le pecore bianche all’interno di questa macchia nera, ma ciò non è sufficiente.

Fatto sta che la stragrande maggioranza di noi s’identifica nelle altre due categorie, ovvero che ha carenza o di competenza o di saper dove buttarsi.

Ecco perché per me saper prendere decisioni è un’arte: non basta aver conoscenze per essere migliori degli altri, ma è comunque buona norma saper affiancare competenze ed intraprendenza per aver successo nella vita.

E tu cosa ne pensi a riguardo? Fammelo sapere nei commenti! 😉

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.