Categorie
Imprenditori

Organizzazione del lavoro. Ecco come Fiat provava le macchine sul… tetto!

Sapevi che in FIAT provavano le macchine direttamente sul tetto della fabbrica? Ecco uno degli esempi di organizzazione aziendale gioiello del Made in Italy

Il tema dell’organizzazione del lavoro è stato oggetto di studi sempre più complessi fin dalla nascita delle prime industrie manifatturiere. Questo perché, a parità di output, occorreva studiare il modo di minimizzare l’input ed ottenere in questo modo risultati elevati.

Tradotto: bisognava capire come avere il più possibile con il minor sforzo.

Fino a quel momento l’organizzazione del lavoro era molto semplice: lavora e sarai ricompensato. Sicuramente funziona, ma a risentirne potrebbero essere i risultati sia in termini di produzione che, spesso purtroppo, in termini di salute del lavoratore.

Ma perché l’organizzazione dovrebbe migliorare il rendimento?

Perché non si tratta di un “tu fa questo“, “quello va fatto così” o “forse è meglio farlo in questo modo“. Questa non è organizzazione, ma piuttosto un tentativo scellerato di far sembrare una scelta qualcosa di produttivamente utile.

No, non funziona così 😉

Vediamo quindi cos’è l’organizzazione del lavoro e come è stato applicato in Italia con successo dalla FIAT.


Storia dell’organizzazione del lavoro

L’organizzazione del lavoro non è soltanto un’utopia moderna ma si tratta di una vera e propria disciplina e materia di studio. Parliamo infatti di qualcosa che ha rivoluzionato l’intero mondo nella seconda metà del XIX secolo e che influisce ancora oggi sul comportamento di molte aziende.

Già prima del 1800 un certo Adam Smith si pose una domanda tanto semplice quanto complessa.

Quanti step occorrono per produrre uno spillo?

Si mise quindi ad analizzare meticolosamente tutto il processo produttivo per la produzione di un misero ago. Misero neanche tanto però, dato che sarebbe da questo esempio che avrebbe poi pubblicato il famoso libro La Ricchezza delle Nazioni.

Da qui nacque il concetto di One Best Way, coniato da Frederick Taylor più di un secolo dopo, ovvero il modo più economico per compiere una data operazione in termini di quantità e tipi di movimenti.

Tradotto: c’è un modo migliore per fare qualsiasi cosa.

Tagliando corto ed andando al nocciolo del discorso, il primo imprenditore che sfruttò con successo queste teorie fu un certo Henry Ford. Il merito attribuito a questo signore fu quello di avviare, per primo, la produzione di massa delle automobili.

A Ford è infatti riconducibile il concetto di catena di montaggio, ovvero una linea produttiva dove ogni singolo operaio specializzato porta avanti una lavorazione che culmina con la realizzazione di un prodotto finito.

Ergo: ognuno fa il suo, poi si raccoglie un frutto comune.

E in Italia?

Anche in Italia siamo stati molto bravi ad applicare le teorie dell’organizzazione del lavoro. Non era per niente facile, dato che all’epoca di riferimento tali studi erano semplici “teorie“.

Fatto sta che, fortunatamente, noi italiani siamo davvero in grado di risolvere i problemi con inventiva.

Come?

Ora ti spiego 😉


Il lingotto FIAT

Agli inizi del ‘900 si ebbe una forte espansione dell’industria di massa delle automobili anche in Italia. La FIAT si buttò a capofitto in questo mercato che, però, richiedeva capacità produttive anche dal lato delle dimensioni.

A differenza di Ford, che in America poteva disporre di ampi terreni su cui fabbricare grandi impianti, FIAT dovette affrontare un problema di non poco conto: Torino e le difficoltà nel costruire edifici idonei all’industria di massa.

Come risolvere questo problema?

Semplice: se Ford poteva svilupparsi in “orizzontale” sul terreno, FIAT poteva svilupparsi in “verticale” verso il cielo.

Nacque così il progetto del Lingotto, uno stabilimento produttivo a spirale su più piani che culminava fino al tetto. Non era semplicemente una “fabbrica“, ma piuttosto un complesso sistema di produzione destinato a far uscire una macchina collaudata da mettere subito in strada.

Ma vediamo una cosa per volta 😉

Il primo punto caratteristico è la rampa elicoidale:

Fonte: Wikipedia

Il suo obiettivo era quello di facilitare la salita delle auto dato che, salendo di piano, venivano assemblati man mano tutti i pezzi per completare la vettura.

Ma la chicca si trova ancora più in alto della rampa: stiamo parlando del tetto.

Fonte: Wikipedia

Il tetto del lingotto era stato progettato per ospitare un circuito ovale dove testare le auto finite. Questo tracciato era stato studiato per “lanciare” le auto fino a 90km/h, quando all’epoca le macchine raggiungevano al massimo i 70km/h.

ottimizzazione del lavoro

Una volta completato il collaudo, le auto scendevano ed erano pronte per essere vendute ed affrontare le strade di tutti i giorni.

Ecco un video dell’epoca che mostra il funzionamento del Lingotto:


Organizzazione del lavoro e Lingotto FIAT

Ma che c’entra tutta questa storia con l’organizzazione del lavoro?

I temi centrali dell’organizzazione aziendale e dell’ottimizzazione d’impresa sono in particolare due:

  1. La divisione dei ruoli. In questo modo un lavoratore si specializza in un ruolo e assume la figura di “uomo macchina” dato che è indirizzato a svolgere una singola mansione;
  2. La riduzione dei tempi morti. Se davvero il tempo è denaro, poco ci vuole a capire che le interruzioni sono solo fonte di perdita per qualsiasi azienda.

Nel caso specifico del Lingotto FIAT, le vetture in produzione non si fermavano mai: man mano che salivano di piano ricevevano nuove lavorazioni effettuate da operai specializzati che apportavano le modifiche in tempi rapidissimi.

Una volta giunta sul tetto la macchina veniva subito provata. Se il collaudo andava a buon fine, era pronta per essere venduta.

Quindi da un lato abbiamo operai specializzati in determinati ambiti produttivi. Dall’altro lato abbiamo un’ottimizzazione in termini di tempo di produzione che minimizza i costi.

Non ti pare funzioni anche oggi così?

Le aziende ben strutturate hanno uffici che si occupano di singoli lavori e che, messi insieme, permettono di raggiungere l’obiettivo dell’azienda.

I tecnici progettano, i commerciali vendono, i magazzinieri spediscono ed i titolari… Ci guadagnano! 😉

Immagina se una persona dovesse fare più lavori contemporaneamente: non pensi che si potrebbero verificare più errori? E che mi dici dei tempi persi tra un “ora devo fare questo” ed un “ora devo fare quello“?

Come dici? Nell’azienda dove lavori funziona comunque così?

Purtroppo capita.

Ma non pensi che con la divisione dei ruoli si lavori anche meglio?

Di esempi ne abbiamo visti anche troppi, non credi? 😉


Conclusioni

L’organizzazione del lavoro è un concetto nato da teorie talvolta strampalate e culminato con casi di successo mondiali come la catena di montaggio messa in piedi da Henry Ford.

I concetti principali sono due:

Entrambi questi fattori sono fondamentali da un lato per il benessere di un lavoratore, che non deve quindi pensare a più cose contemporaneamente, e dall’altro per le casse dell’azienda che ottimizza in questo modo il rapporto input/output.

Un caso eclatante di problem solving è stato quello portato avanti da FIAT che, in assenza di spazio per grandi impianti, ha costruito sul tetto della fabbrica una pista dove testare le auto prodotte ai piani inferiori.

Non esiste una formula magica per l’organizzazione del lavoro: ci sono diversi modi di dividersi un lavoro, diversi modi per perdere tempo e altrettanti metodi per arginare questo problema.

E tu cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti!

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.