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Micro-shopping. Il nuovo modo per diventare poveri

Dire che il micro-shopping sia “il nuovo modo per essere poveri” sembra una provocazione, ma – purtroppo – non lo è per niente. Questa nuova frenesia di comprare di tutto con la sola scusa “perché costa poco” sfocia spesso nell’acquisto di qualcosa che realmente non ci serve.

Dire che il micro-shopping sia “il nuovo modo per essere poveri” sembra una provocazione, ma – purtroppo – non lo è per niente.

Questa nuova frenesia di comprare di tutto con la sola scusa “perché costa poco” sfocia spesso nell’acquisto di qualcosa che realmente non ci serve.

Tradotto: spendo meno per il singolo oggetto, ma spendo comunque tanto in generale.

Ma andiamo passo per passo.

Cos’è il micro-shopping?

Devo confessarti che non trovo poi così tanti riferimenti online perché parliamo di qualcosa di davvero moderno, dovuto principalmente all’avvento dell’e-commerce.

Ci sono diverse cose da dire, e leggendo questo articolo capirai davvero cos’è il micro-shopping e perché è davvero il nuovo modo (migliore) per diventare poveri.


Cos’è il micro-shopping?

Non trovando da alcuna parte una vera e propria definizione analitica di micro-shopping, ho dovuto un po’ “inventarmene una“.

Eccola qui 😉

Il micro-shopping è un fenomeno di acquisto caratterizzato da una diminuzione dei prezzi a livelli di pochi euro.

I pilastri di questo fenomeno sono pochi, ma chiari:

  • La diffusione di internet e, più nello specifico, degli e-commerce;
  • L’ingresso nel mercato di Paesi con costi di produzione più bassi quali Cina, Taiwan e India;
  • Il maggior utilizzo di canali di pagamento elettronici immediati (es. PayPal, Satispay, Carte elettroniche prepagate, ecc.)

Senza nascondersi più di tanto, diciamo chiaramente che le piattaforme digitali cinesi sono maestre nell’offerta di prodotti in questa categoria. Siti dove possiamo trovare prodotti praticamente a costo zero sono ormai diffusi ovunque, ed alcuni di questi li conosciamo bene.

Conosci ad esempio Aliexpress?

Questo sito al dettaglio, proprietà di Alibaba, offre un range di prodotti infinito a tutto il mondo ed a prezzi bassissimi. Possiamo trovare smartphone a 30€, droni a 15€ e prodotti – che in Italia troviamo ad un determinato prezzo – a valori dimezzati.

Ma quanto fattura un sito che vende prodotti a così basso prezzo?


I numeri del micro shopping

Hai presente il Black Friday di Amazon?

Ecco.

In Cina, e più nello specifico nelle piattaforme Alibaba ed Aliexpress, esiste un giorno simile che prende il nome di 11.11, o anche Singles Day. Questo giorno particolare, come è facile intuire, cade ogni anno l’11 di novembre.

Si tratta di una giornata dalle offerte folli dove milioni di persone si lanciano di fronte al proprio dispositivo per accaparrarsi prodotti a prezzi pazzeschi.

Pensa che il Black Friday di Amazon genera un fatturato superiore al miliardo di euro, non proprio una cifra irrisoria. Non credi? 😉

Hai idea di quanto fattura Alibaba il giorno del Singles Day?

34 miliardi di dollari.

In un giorno.

So che questi numeri possono far paura anche solo a primo impatto, ma fanno ancora più paura se pensiamo che queste piattaforme vendono migliaia di prodotti (anche) a meno di 10€!

Aliexpress, addirittura, propone prodotti a meno di 5€.

Quando ho scritto l’articolo su perché non è più conveniente l’e-commerce mi riferivo proprio a questi colossi che creano una concorrenza spietata.

A volte, infatti, allearsi con il nemico è più conveniente di affrontarlo, no? 😉

Parliamo di numeri attribuibili ad aziende enormi, seppure ognuno di noi vi si interfaccia semplicemente attraverso uno schermo. Uno schermo che, però, fa fruttare parecchi guadagni.

Anche a prezzi unitari bassi.

Ecco perché è davvero difficile contenersi di fronte a certi prezzi e a certe offerte.

Ma è anche per questo che saper gestire i propri istinti e desideri è un buon inizio per risparmiare, oltre che a spendere.


Il pericolo del Micro-Shopping

Abbiamo visto prima come il diffondersi di internet e dei sistemi di pagamento elettronici ha aperto le porte del mercato globale, permettendoci di acquistare da ovunque vogliamo.

Ma perché il micro-shopping dovrebbe renderci poveri?

Metaforicamente parlando, il problema è che quando spendiamo online non apriamo il portafogli vedendo quante banconote abbiamo al suo interno.

Mi spiego.

Il fatto di vedere quanti soldi ci sono nel portafogli è in sé un deterrente alla spesa: se ho pochi soldi spendo, se ne ho tanti ci penso.

Vedere i nostri soldi invece come un semplice numero sul conto corrente o sul saldo della prepagata è un bias negativo che ci spinge a sovrastimare i risparmi che abbiamo a disposizione.

A questo problema si aggiunge un’ulteriore faccia della medaglia dello shopping online, composto da due elementi:

  • I prezzi bassi
  • L’ampiezza dell’offerta

Ormai è semplicissimo, infatti, cercare su Google un prodotto e trovarlo a basso costo, sentendoci quasi “costretti” a comprare non perché necessario, ma perché “un affare unico“.

Hai mai pensato a quante cianfrusaglie hai comprato, online o in negozio, che costavano pochi soldi ma che poi in realtà non hai mai usato o addirittura perso dopo poco tempo?

Ecco. Il concetto è lo stesso.

Ricorda sempre che uno dei trucchi per vendere di più è quello di far credere al cliente che sta facendo l’affare della vita.

Ti offro questo prodotto scontato del 70%

Un classico.

Partendo la presupposto che non ritengo etica una strategia del genere – dato che creo una domanda non spontanea – bisogna dire che funziona sempre. Purtroppo.

Ma quindi come scampare a questa trappola?


Come scampare alla trappola del Micro-Shopping

Abbiamo analizzato i problemi legati al micro-shopping e li abbiamo quindi riassunti in due bias principali: i pagamenti online e la generazione di domanda intensiva.

Per quanto riguarda il primo problema possiamo trovare diverse soluzioni:

  • Tenere il conto di tutte le spese fatte aggiungendo una causale in modo da tracciarle. Possiamo farci aiutare da App come Wallet, Monefy, oppure Spendee.
  • Aggiungendo un limite di spesa ai nostri metodi di pagamento preferiti, soprattutto le carte di credito.
  • Utilizzare carte prepagate per limitare il budget a disposizione, allenando la nostra testa ad operare con importi inferiori (fidati, aiuta).
  • Informandoci bene prima di comprare qualcosa online in modo da evitare “sprechi di soldi” invece di “spese“.

Per quanto riguarda invece il problema della domanda intensiva:

  • Facendo una lista della spesa prima di comprare qualcosa solo perché “costa poco“, anche se effettivamente inutile
  • Chiedendo ad un tuo conoscente/parente/familiare cosa ne pensa dell’acquisto (spesso ti riportano con i piedi per terra in poco tempo).
  • Studiandosi qualche tecnica di vendita per conoscere i trucchi dei venditori e cercare di non cascarci.

Pensi sia così difficile?

Cerca di rispettare questi pochi consigli – online ne troverai sicuramente altri – ed il tuo portafogli tornerà a sorriderti, come pure la mensola delle “cose che ho comprato ma mai usato perché inutili” 😉

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.