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Marketing Etico. La differenza tra valere tutto o niente

Il marketing etico non è un semplice ramo del marketing che ne denota una particolare caratteristica. Non è nemmeno un movimento anti-conformista che punta all’abbattimento del “consumismo di massa”.

Il marketing etico non è un semplice ramo del marketing che ne denota una particolare caratteristica. Non è nemmeno un movimento anti-conformista che punta all’abbattimento del “consumismo di massa“.

Il marketing etico è (o almeno dovrebbe essere) il giusto modo di fare… marketing, appunto.

L’etica non è fare come Robin Hood che “toglie ai ricchi per dare ai poveri

E sai perché?

Perché l’etica presuppone che in un rapporto tra due persone entrambe ne traggono un vantaggio.

Se tu togli ad un ricco per andare al povero il uno ci perde e l’altro ci guadagna.

Potrà essere “equo” sotto alcuni punti di vista, ma comunque rimane non etico.

Ecco perché essere etici, anche in azienda, può farti valere zero o tutto.

Ma vediamo come 😉


Cos’è l’etica aziendale?

Non tutti lo sanno, ma le aziende possono scegliere in via del tutto facoltativa di adottare un codice etico aziendale.

Ma cos’è un codice etico aziendale?

Si tratta semplicemente di un documento che contiene una serie di norme etico-sociali che i dipendenti/soci si impegnano a mantenere. Hanno come fine il mantenimento della qualità interna e dei rapporti con le altre aziende, oltre che tra gli stessi dipendenti.

Non si tratta quindi di un regolamento, un codice o un atto costitutivo o statutario.

Si tratta di un codice morale.

Questo tipo di documento è un ottimo biglietto da visita da presentare agli stakeholders, ovvero le persone che hanno un interesse legato all’azienda (clienti, fornitori, banche, finanziatori, ecc).

L’insieme di questo documento e tutte le regole morali scritte (e non) contribuiscono alla creazione del CSR.

CSR (Corporate Social Responsability)

La responsabilità sociale d’impresa (o CSR, dall’inglese Corporate Social Responsibility) è, nel gergo economico e finanziario, l’ambito riguardante le implicazioni di natura etica all’interno della visione strategica d’impresa: è una manifestazione della volontà delle grandi, piccole e medie imprese di gestire efficacemente le problematiche d’impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività (Wikipedia)

La morale e l’attenzione verso la vita sociale contribuisce a sua volta alla creazione di uno dei fattori di successo di qualsiasi azienda voglia arrivare in alto.

Il valore.

Ma cos’è il valore? E quale valore può dare l’etica alla mia azienda?

Può valere davvero molto. Credimi 😉


Marketing Etico. Da zero a un miliardo

A livello giuridico ci sono due tipi di persona:

  • Persone fisiche. Siamo tutti noi, esseri umani, le aziende uni-personali e le società di persone;
  • Persone giuridiche. Sono tutti quegli enti e le aziende di capitali che non rientrano nelle persone fisiche.

Ma cosa c’entra questa definizione con il marketing etico?

Serve ad introdurre la domanda che ti sto per fare.

Quanto vale una persona?

Qualcuno potrebbe dire “beh vale il suo patrimonio“, altri “quanto brava è a fare qualcosa“, altri ancora “dipende da quanti risultati ha ottenuto“.

Ma io non parlo di valore economico o patrimoniale.

Rifaccio la domanda…

Quanto vale una persona?

Te lo dico io quanto vale.

Se una persona ha etica, ovvero opera non tanto nei propri interessi esclusivi e nel rispetto di chi ha intorno, vale 1.

Sì. Uno. Niente di più.

Se questa persona è brava a fare il suo lavoro allora possiamo aggiungere uno zero a questo uno. In questo modo il valore della persona diverrà 10.

Se poi questa persona si attornia di persone valide e capaci, oltre che etiche, possiamo aggiungere un ulteriore zero. Il valore ora diventa 100.

E via così. Arrivando fino ad un valore di 1.000.000.000 (un miliardo) dove ogni zero rappresenta una qualità che dà valore alla persona.

Ma…

Cosa succede se manca l’elemento fondamentale? Cosa succede se manca l’etica? Se manca quell’uno davanti a tutto?

Succede che non importa quanti zeri hai dopo.

Vali sempre e comunque zero.

È una semplice postilla. Ma conviene sempre mantenerla a mente.


Il manifesto del Marketing Etico

Facendo qualche ricerca sul web mi sono imbattuto in un sito molto interessante: il Manifesto del Marketing Etico. Puoi accedere al loro portale web cliccando qui.

Il manifesto del marketing etico non è solo un semplice pezzo di carta, come il nome potrebbe far pensare traendo molti in inganno.

Si tratta invece di un movimento.

Un gruppo di persone/imprenditori che ha deciso di stilare una serie di regole che rendano il marketing non solo un fattore di vendita ma anche di trasmissione dei valori.

Il Manifesto contiene un semplice elenco di 11 punti che hanno un solo grande obiettivo.

Quello della responsabilità sociale.

Ma in che senso, scusa?

Ti cito, ad esempio, il punto numero 2:

Non creare ed immettere nel mercato falsi bisogni da lenire attraverso i nostri prodotti ed i prodotti dei nostri clienti.

Questo è uno dei più grandi peccati attribuibili al marketing moderno.

Quante volte ci sono nati dei bisogni nel momento in cui siamo stati assoggettati ad una pubblicità.

Il discorso è molto semplice: il marketing dovrebbe proporti una soluzione, non il problema.

Il marketing dovrebbe essere problem solver, non problem creator.

Ma quindi…

Quali sono questi 11 punti fondamentali del marketing etico?

Vediamoli assieme 😉


Gli undici punti fondamentali del Marketing Etico

Ecco gli undici punti del marketing etico forniti dal Manifesto (in versione semplificata, ma è disponibile anche quella completa):

  1. L’etica è una risorsa importante per tutti e deve essere applicata attraverso tutte le conoscenze acquisite nei confronti delle nostre aziende, dei nostri clienti e del mercato.
  2. Non creare ed immettere nel mercato falsi bisogni da lenire attraverso i nostri prodotti ed i prodotti dei nostri clienti.
  3. Ogni scelta non ricade solo su chi la compie. Questa consapevolezza della responsabilità sociale del nostro lavoro deve essere alla base delle nostre scelte.
  4. L’utilizzo di comunicazioni mendaci non porta solo al profitto, ma anche ad una veloce perdita della credibilità. Scegliere l’utilizzo di quel tipo di linea comunicativa, sebbene possa essere l’opzione più semplice, mette in evidenza l’incapacità di ottenere gli stessi risultati attraverso metodi e scelte di natura tecnica ed etica.
  5. Non vendere soltanto un servizio, ma i risultati. Perché è per raggiungere i risultati che un tecnico viene scelto.
  6. È importante utilizzare i bilanci di missione e quelli sociali per comunicare il reale valore dell’operato dell’azienda e dei clienti, in modo riscontrabile, fornendo prove concrete.
  7. Mettersi nelle condizioni di poter mostrare in ogni momento il proprio operato nei confronti dei clienti, degli organi preposti e del mercato, fornendo dati reali e riscontrabili. La trasparenza è un valore che fa la differenza.
  8. Fare CSR e non Greenwashing.
  9. È necessario condividere il proprio metodo di lavoro e le proprie conoscenze con i propri allievi, al fine di metterli nelle condizioni di fare meglio di noi, per il loro bene, quello dei clienti e quello del mercato.
  10. Non dimenticare che dietro la parola “mercato” c’è sempre un insieme di persone.
  11. Con questo documento non si vogliono porre mere limitazioni, ma si desidera condividere responsabilità. Questo documento è una reale opportunità di dimostrare il valore e la differenza tra un vero tecnico del marketing e della comunicazione, e coloro che, inserendosi senza competenze, limitano la credibilità dei veri professionisti.

Puoi scaricare la versione PDF da qui.


Perché applicare il marketing etico nella tua azienda (o nella vita di tutti i giorni)

Domanda da milione di euro, non credi? 😉

L’etica in azienda è una di quelle cose che tutti dicono “sì sì bisogna farlo per forza perché è giusto così” ma che poi non si fa mai.

Perché?

Perché è una perdita di tempo, perché nessuno poi ci pensa, perché tanto gli altri non lo fanno e altre motivazioni del genere.

Ci sono però diversi motivi per cui il marketing etico potrebbe (e dovrebbe, anzi) essere applicato da chiunque esercita in questo settore:

  • Acquisisci valore con gli stakeholders. Un’azienda non arriva da te solo perché hai i prezzi migliori o il prodotto più figo. Ci sono alcuni, come l’etica, che danno un valore aggiuntivo a ciò che fai o produci, rendendo il tuo brand più appetibile;
  • Puoi avere più clienti fidelizzati. Un cliente fidelizzato è colui che torna da te dopo aver comprato una prima volta e ciò significa che si è trovato bene. Non pensi che l’etica ed il benessere del cliente stiano alla base di qualsiasi processo di fidelizzazione?
  • Ottieni una forte identità sociale. Ricorda sempre che le aziende ed i professionisti fanno parte di un insieme sociale rappresentato con chi vive loro attorno. Una buona reputazione è sempre sintomo di ottimi risultati.
  • Hai la “coscienza pulita. Diciamocelo, dai: hai almeno una volta nella vita avuto rimorsi per aver tratto vantaggio a discapito degli altri. Se fai le cose fatte bene, e ottieni pure risultati, non puoi che avere invece un sacco di soddisfazioni, no? 😉

Sei d’accordo con questi punti?

Se hai qualche motivo in più per applicare il marketing etico in azienda scrivilo nei commenti e lo aggiungeremo all’articolo 😉


Conclusioni

A differenza di quello che può sembrare, i codici etici non tolgono forza al marketing come strumento di persuasione e di vendita. Anzi!

Il marketing etico è il risultato di una combinazione: quello tra la strategia, pilone del marketing, e responsabilità sociale, alla base dell’etica.

Il rischio principale, ovvero quello di confondere l’influenza con la manipolazione, viene meno se il focus viene dato ai desideri e alle necessità del consumatore prima ancora del profitto personale.

Il ritorno economico è importante, ma non è tutto.

Sappiamo per definizione che il processo di acquisto di un consumatore parte dalla nascita di un bisogno (es. se voglio un panino è perché ho fame). Sappiamo inoltre che un cliente fidelizzato non è chi compra una sola volta, ma colui che torna ad acquistare almeno una seconda o, addirittura, una terza volta.

Credi che un cliente manipolato possa diventare un cliente fidelizzato?

Io no.

Per questo, a mio parere, il marketing etico è un pilastro indissolubile.

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.