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Inbound Marketing. Creare clienti come Salvatore Aranzulla

L’inbound marketing è una tipologia di lead generation atipica in quanto l’obiettivo non è quello di trovare clienti ma piuttosto quello di farsi trovare dai clienti stessi.

L’inbound marketing è una tipologia di lead generation atipica in quanto l’obiettivo non è quello di trovare clienti ma piuttosto quello di farsi trovare dai clienti stessi.

Ecco quindi spiegata l’immagine di copertina con la pecora e l’erba 😉

Questo tipo di strategia è spesso utilizzato da web agency e blogger, realtà virtuali che spesso non si interfacciano mai con un cliente reale.

L’obiettivo è quello di creare un cliente sulla base delle sue curiosità, ovvero cercare di capire come raggiungere un utente che sta cercando qualcosa per poi trasformarlo in lead da lavorare.

Etico? Non etico?

Dipende dal modo in cui si “influenza” l’interlocutore: non c’è niente di male se un lettore seriale del mio blog decidesse di acquistare un prodotto da me, no? 😉

Ad ogni modo l’inbound marketing resta uno dei migliori modi per fare lead generation, soprattutto online. Grazie a strumenti come newsletter, SEO e chatbot, arrivare al cuore di un utente è sempre più semplice e proficuo.

Vediamo quindi come funziona l’inbound marketing e come viene sfruttato da blogger di successo come Salvatore Aranzulla.


Definizione di Inbound Marketing

Per dare una definizione chiara all’inbound marketing dobbiamo prima di tutto fare una piccola precisazione: per ottenere risultati migliori hai bisogno di un blog.

No. Non sto scherzando.

Ad oggi una delle caratteristiche principali della rete è che i suoi strumenti permettono agli utenti, potenziali clienti, di trovare l’azienda che vende un prodotto e non il contrario.

Infatti:

Con l’inbound marketing non sei tu che vai a cercare il cliente ma è lui che arriva da te perché ha bisogno di sanare un suo bisogno che tu puoi risolvere.

Se ti sembra una cosa scontata non è per niente così: lo schema tradizionale consiste nell’azienda che fa attività promozionali per farsi trovare dai propri clienti.

Immagina i banner di Google, le pubblicità di Facebook, i trafiletti sui quotidiani cartacei, gli spot televisivi…

Sono tutti strumenti con i quali un’azienda si fa trovare e sui quali investe molto.

Con l’inbound marketing è tutto il contrario.

In questo caso infatti un’azienda crea dei contenuti che possono servire a degli utenti che hanno bisogno di qualcosa. Sono proprio loro, infatti, che arrivano da te e incuriositi dalla tua proposta procedono all’acquisto.

Una strategia di inbound marketing è composta solitamente da 4 step:

  • Attrai. Devi creare dei contenuti in grado di attrarre un cliente, ovvero fare in modo che sia lui stesso a cercarti ed apprezzarti;
  • Converti. Devi essere in grado di “catturare” un lettore, ovvero fare in modo che non si limiti a leggere l’articolo ma che resti in contatto con te;
  • Chiudi. Ogni lead generato nella fase precedente può diventare un cliente nel momento in cui acquista ciò che gli proponi;
  • Delizia. Come un lettore non si ferma alla lettura, un cliente non si limita ad un solo acquisto. Questo è il tuo obiettivo: farlo tornare.

Ovviamente per far tornare un cliente acquisito bisogna renderlo un cliente fidelizzato. Ecco la guida su come generare un cliente fidelizzato partendo da un perfetto sconosciuto.


Un semplice esempio di inbound marketing

Immagina di possedere un blog su come gestire un orticello in casa. Ci pubblichi articoli, notizie, guide interessanti e molti altri contenuti 100% gratuiti per l’utente che legge.

Decidi però di proporre una guida completa alla coltivazione dell’orto ed un set di attrezzi ad hoc per piccoli terreni. Tutto ciò a pagamento, proprio come se fossi un venditore.

Per promuovere i tuoi prodotti hai a disposizione due strade:

  • Promuovi attivamente il prodotto, sfruttando l’attività di advertising a pagamento che inciderà sicuramente sui tuoi costi;
  • Scegli una strategia “magnetica, ovvero sfruttare i tuoi articoli gratuiti per proporre come upgrade il prodotto a pagamento.

Dato che il 77% dei bloggers non ha la possibilità di investire soldi in advertising e concedersi il rischio di non avere un ROI positivo, la soluzione “magnetica” sembra essere la più indicata.

Ma come funziona?

  • Io pubblico un articolo sul blog fruibile a tutti che risolva una determinata problematica (es. Come coltivare i pomodori);
  • Un lettore arriva sul mio blog, chiedendosi come coltiva questo tipo di ortaggio;
  • Spiego come coltivare i pomodori in casa, dicendo però all’utente che “per migliori risultati è meglio avere degli attrezzi su misura“;
  • L’utente clicca su un link ed acquista il set degli attrezzi.

Chiaro? 😉

In sostanza l’utente ti trova perché parli di qualcosa a cui è interessato. Una volta entrato nel blog, però, focalizzi il suo interesse in ciò che vuoi proporre e lo trasformi in cliente.

La stessa strategia la puoi applicare anche per la guida, dicendo ad esempio “queste sono solo alcune tecniche di coltivazione, ma acquista la guida completa per scoprirle tutte“.

Il risultato è lo stesso!

Ma ora che il concetto è più chiaro focalizziamoci su un esempio che si basa su una figura che (quasi) tutti conosciamo: Salvatore Aranzulla.


Il caso Salvatore Aranzulla

In tema di inbound marketing il caso di Salvatore Aranzulla è un esempio molto interessante. Tutti conosciamo il suo blog, una delle piattaforme più visitate d’Italia dove regna la conoscenza ed il problem solving.

Ma come applica Aranzulla l’inbound marketing?

In realtà la risposta già ce l’hai perché l’abbiamo vista in precedenza: suscita interesse.

Perché finisci sul sito di Aranzulla? Molto probabilmente perché hai cercato su Google qualcosa come “come formattare PC“, “come registrarsi ad Amazon” o “come avviare blog online“.

Una volta giunto sul suo sito ecco che scatta la trappola.

Se provi a cercare “migliore notebook” e clicchi sul suo risultato di ricerca troverai, scorrendo la pagina, un sacco di link per acquistare un prodotto in qualche store online (solitamente Amazon, per il suo programma di affiliazione).

Quindi lo schema è:

  • Un utente arriva sulla mia pagina perché sta cercando un PC nuovo;
  • Io gli spiego le caratteristiche principali ma gli metto anche i link per acquistarne uno su Amazon;
  • Se l’utente acquista io ci guadagno in commissioni.

Fine.

Sono finito sulla pagina di Aranzulla perché cercavo informazioni e me ne sono uscito con un PC nuovo in mano.

E a guadagnarci è proprio il buon – furbo – Salvatore.

Sappi che però questa strategia viene applicata da oltre il 90% dei bloggers e da chi pubblica contenuti online. Per molti è l’unico modo per guadagnarci qualcosa poiché fare soldi online è il desiderio di molti ma la realtà di pochi.

Se vuoi monetizzare con il tuo blog ti consiglio fortemente di cliccare sul banner qui sotto (sì, questo è inbound marketing ;)).


Conclusioni

L’inbound marketing è una tecnica che consiste in un rapporto promozionale inverso, ovvero dove è il cliente a trovare il venditore e non il contrario.

Questa strategia è principalmente applicata da blogger e content creators che lavorano in rete poiché uno dei requisiti fondamentali è il possesso di un blog o comunque di una piattaforma comunicativa (es. Social Network).

L’unica cosa davvero importante è che un’errore da evitare in assoluto è quello di dimenticarsi di un cliente, ovvero credere che una volta conclusa una vendita il gioco sia finito. A pescare un solo pesce siamo capaci tutti, ma farlo in continuazione per sopravvivere è più complesso ma redditizio.

Etico? Non etico? Non mi sento di rispondere a questa domanda.

Che male c’è se una persona ti propone qualcosa solo per il fatto che hai dimostrato interesse in qualcosa?

Alla fine non si sta obbligando nessuno ad acquistare qualcosa che non vuole: è stato l’utente a scegliere me per risolvere un suo problema, non il contrario.

E tu come la pensi? Fammelo sapere nei commenti 😉

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.