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Il marketing dei Supercharger Tesla

Il business di Tesla non è solo la macchina: l’azienda americana ha deciso di puntare sui Supercharger con servizi turistici e alberghieri.

Abbiamo già parlato abbondantemente di Tesla e del suo proprietario Elon Musk in questo articolo. Non abbiamo parlato però del Supercharger, uno strumento di marketing molto più potente di quello che possa sembrare.

È un grave (e purtroppo comune) errore fermarsi sempre e comunque all’apparenza delle cose, senza indagare più a fondo per capirle fino alla radice.

E così ho fatto pure io nell’articolo precedente.

Pensiamo davvero che le cose siano così semplici? Che le imprese miliardarie guadagnano soltanto attraverso la vendita dei prodotti di punta?

Ebbene non è così.

Continua a leggere per capire di cosa sto parlando. Non rimarrai deluso


Supercharger Tesla. Comprendere le opportunità

Tesla è, prima di tutto, un’azienda produttrice di auto completamente elettriche.

Una macchina, a sua volta, consuma elettricità per funzionare.

Quindi ecco il punto: è possibile agire sulla componente “combustibile” per avviare una strategia di vendita che faccia incassare ulteriori guadagni?

Bisogna capire quali siano gli scenari possibili, quali siano le opportunità e quali le limitazioni.

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Quindi qual’è il limite di un’auto elettrica? La ricarica.

Le macchine devono essere ricaricate esattamente come i telefoni, collegando un cavo alla bocchetta apposita. Il tempo di ricarica, inoltre è decisamente più lungo di quello necessario per le auto a benzina: ipotizzando un impianto che eroga 3kWh, per riempire una batteria da 30kW sono necessarie ben 10 ore!

Quindi mettendo insieme questi fattori dobbiamo ottenere la situazione ideale:

  • I viaggiatori cercheranno stazioni di servizio dove ricaricare le auto;
  • Gli stessi dovranno necessariamente fare una pausa, in attesa che la vettura sia pronta per riprendere il viaggio;
  • Chi acquista una macchina elettrica mette in preventivo questa opportunità.

Ragionando in questo modo si devono trovare delle soluzioni ai problemi proposti.

  • Bisogna fornire una postazione tramite la quale ricaricare l’auto;
  • Bisogna fornire un “passatempo”;
  • Sappiamo che il proprietario dell’auto è pronto ad attendere del tempo prima di ripartire.

Quindi qual’è la soluzione più adatta?


Sviluppo ed integrazione dei Supercharger

Tesla ha quindi sviluppato i punti critici emersi tramite l’analisi di mercato.

Alla fine è così che si vende: risolvendo i problemi degli altri.

Dalla mente dei tecnici americani è quindi nata la prima stazione brandizzata per la ricarica delle vetture Tesla: il Supercharger.

Torretta Supercharger
Una torretta Supercharger Tesla

Tramite questa torretta iper-tecnologica l’azienda promette una carica sufficiente in appena 30 minuti. Ovviamente “appena” si fa per dire.

La domanda ora è: c’è il reale interesse nel migliorare ulteriormente le prestazioni di ricarica delle stazioni ufficiali Tesla? Per rispondere a questa domanda è necessario analizzare il contesto in cui il prodotto viene inserito.

Tesla affida a terzi la possibilità di ospitare una stazione di ricarica Supercharger Tesla, diventando quindi proprietà privata aperta al pubblico. Proprio come un franchising.

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Da questo punto di vista, quindi, l’azienda madre ci lucra sopra, dividendo i guadagni effettivi con l’ospitante della stazione. Ma non è finita qui!

Oltre al fatto di “chi” ospita, l’azienda è perfettamente interessata anche a “dove” viene posizionata ogni singola torretta.


Supercharger Tesla. Il caso sociale

Facciamo finta per un momento di essere proprietari di un Hotel di lusso e che vogliamo incrementare la nostra clientela.

Le auto Tesla, almeno per il momento, sono beni di lusso.

Perché non avviare una collaborazione e richiedere l’installazione di una stazione di ricarica Supercharger proprio di fianco alla nostra attività?

Seguendo i punti elencati in precedenza, i proprietari delle auto dovranno attendere almeno 30 minuti per la ricarica dell’auto; giusto il tempo di bersi un caffè o, perché no, godersi un pranzo o una cena.

I più interessati o senza fretta potrebbero addirittura prenotare una camera e passare la notte in hotel!

Ecco che l’hotel sta letteralmente rispondendo ai bisogni dei proprietari dell’auto:

  • Hanno bisogno di ricaricare le batterie? Diamo loro le torrette di ricarica;
  • Non sanno come passare il tempo? Offriamo un bar, sala da pranzo o stanza per passare la notte;
  • Siete clienti che vivono nel lusso? Beh un hotel è proprio il caso vostro!

Geniale, no?


Conclusioni

La rivoluzione elettrica nel campo delle autovetture rappresenterà un punto di non ritorno per l’intero settore.

Si apriranno nuovi spiragli lavorativi, ma nel contempo se ne perderanno altri per il calo di domanda di combustibili tradizionali.

Capire come adattarsi, come sviluppare il proprio business e come adattare le proprie strategie di marketing è fondamentale, e potrebbe garantire un successo assimilabile a quello che ha avuto Tesla!

L’importante è farsi le giuste domande, esattamente come abbiamo visto poco fa.

Darsi le giuste risposte, invece, è tutta una questione soggettiva.

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Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.