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I 10 errori da non fare per una startup

Il 70% delle startup fallisce per cause finanziarie, ma alla base di tutto ci stanno delle gravi lacune. Ecco qui i 10 errori da evitare!

Avere idee geniali ed innovative per una startup è da tutti, soprattutto sotto la doccia.

Metterle in atto e farle durare nel tempo è cosa da pochi.

Non sei d’accordo con me?

Alla fine siamo ormai invasi da progetti strampalati, alcuni dei quali diventano virali per il solo fatto di essere “diversi“. Tutti gli altri sono destinati a fallire.

Questo perché il diverso sopravvive, non per forza il migliore!

Alla fine il gioco è sempre quello: vince chi fa meno errori.

Vabbé, aggiungiamo anche che vince chi piace di più. Ma il concetto rimane sempre lo stesso.

Gli imprenditori neofiti sono rinomati per gli errori comuni che comportano fallimento immediato del progetto.

Vediamo insieme i 10 errrori più comuni per una startup (DA NON COMMETTERE!!!)


1. Non essere formati (e non volersi formare)

Pensi davvero che i super manager siano al loro posto solo per divina concessione?

LEGGI ANCHE5 cose che può ancora fare Elon Musk

La competenza ripaga sempre ogni investimento sostenuto per ottenerla.

Quando si parla di investimenti, però, non ci si riferisce solo ai soldi, perché è quello che fa sempre figurare questa parola.

Si può investire anche il proprio tempo.

La formazione può essere fatta anche online, ricercando casi di successo ed analizzando le strategie seguite per raggiungere quei risultati.

Un consiglio: hai profili registrati sui social network?

Se sì, ti consiglio un gruppo molto interessante su Facebook per sviluppare le proprie competenze come online seller.

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2. Sbattere la testa sul muro

Classica situazione da Startup: faccio un errore? Continuo sulla stessa strada senza farmi domande.

Ammettilo, anche nella vita privata hai passato un momento del genere.

A volte cambiare la rotta è la cosa più difficile da fare (o da dire), ma allo stesso tempo è la cosa più efficace da fare.

Facciamo un esempio pratico. Abbiamo un prodotto che vendiamo in un determinato mercato ma che non ottiene i risultati attesi.

Risposta sbagliata: “Teniamo botta e speriamo che a qualcuno venga voglia di comprare il prodotto. Abbiamo sempre fatto così!”

Risposta corretta: “Cerchiamo di capire cosa succede. Se non va per niente bene, abbiamo sbagliato e dobbiamo correggere il tiro!”


3. Voler fare tutto da soli…

Esiste un detto che mi piace molto: “dietro grandi uomini ci sono grandi donne“.

Mi piace vedere come si evidenzi che figure di secondo piano sono comunque considerate pedine fondamentali di uno scacchiere complessivo.

Allo stesso modo “dietro grandi risultati ci sono grandi menti”.

Ognuno di noi eccelle in qualcosa: posso avere una grande idea ma non so gestirla, come posso saper gestire tutto ma non ho nessuna fantasia per sperimentare nuove cose.

Non avere paura di chiedere un aiuto.

Spesso 5 minuti di confronto con un esperto possono equivalere a anni di ragionamenti personali andati a vuoto!


4. … e non saper riconoscere i propri limiti

Sai andare sul monociclo? Nuotare a dorso? Costruire un castello di carte? Come si scala una montagna?

Il 97% delle persone risponde no ad almeno una di queste domande qui sopra.

Quindi cosa voglio dire? Che siamo tutti un branco di imbranati?

Assolutamente no!

Voglio dire che le eccellenze non si trovano ovunque, ed ancora meglio che non tutti siamo fatti per saper fare qualsiasi cosa.

Cosa succederebbe se andassi in montagna a scalare senza la minima idea di ciò che fai? Molto probabilmente precipiteresti in malo modo.

Lo stesso esempio calza a pennello con una startup.

Non aver paura di riconoscere i tuoi limiti. Circondarsi di persone fidate e competenti, costruendo un team efficace, è la base per un progetto solido e duraturo.


5. Sottovalutare gli altri…

Voler entrare in un mercato significa entrare in contatto con i suoi abitanti preesistenti.

Ed il mercato non sempre è un terreno pacifico…

Il business è una guerra dove ognuno prova a sopravvivere a modo suo, regolata da leggi morali che non sempre (purtroppo) vengono seguite.

Ogni azienda e realtà è nata da un’idea, esattamente come la tua startup.

Non sta a te valutare la bontà del prodotto, ma al mercato.

Il mercato compra? Allora è un buon progetto. Il mercato non compra? Allora non è un buon progetto.

Quindi rimbocca le maniche e lavora.

I clienti non vengono da te solo perché ci sei…


6. … e sopravalutare sé stessi

Sei un produttore di macchine e vuoi entrare nel mercato tedesco? Spero davvero tu non stia pensando che aziende del calibro di BMW, Audi e Mercedes stiano a guardare…

La tua azienda non è una nave da battaglia pronta alla guerra, ma piuttosto una zattera dotata di fionda.

La corazza si costruisce con il tempo, le armi con l’esperienza, l’equipaggio con la formazione.

La guerra si vince con il tempo, non con la forza bruta.

Essere troppo sicuri di sé stessi è segno di troppa autostima, e può ancora ricorrere l’esempio della montagna: vuoi scalare ma in realtà non sei capace? Allora precipiterai.

Impara l’arte della modestia, della calma e dell’analisi. Solo così sarai pronto ad affrontare qualsiasi avversità.

Fare il contrario è sinonimo di fallimento completo.


7. Dedicare il tempo sbagliato al lavoro

Sarò breve: scordati le 8 ore di lavoro secche con possibilità di straordinario.

Per te lo straordinario deve essere lavorare “solo” 8 ore.

Ripeto: non sono i clienti a venire da te. Sei tu che devi cercarli, spendendo del tempo a creare il giusto rapporto con essi in modo da fidelizzarli.

Già, perché gira e rigira ma il fine ultimo è sempre quello: la fidelizzazione dei clienti.

Ma ricorda che non sono i clienti i tuoi soli obiettivi: ci sono fornitori, finanziatori, partner commerciali, progetti…

Dedicare troppo poco tempo al lavoro significa perdere potenziali opportunità, fondamentali per il corretto sviluppo della startup!


8. La fretta, questa chimera

Un progetto richiede attente analisi per una sua buona riuscita.

Io alle medie ho impiegato un mese per costruire un plastico su basetta 20×20 centimetri.

Pensi davvero che una buona idea sia automaticamente fonte di successo?

Analizza per bene lo scenario, il contesto di mercato e tutte le possibili soluzioni che possono verificarsi.

Non fare tutto di corsa, perché rimanere impreparati di fronte ad un imprevisto è sempre una gatta da pelare.

In sostanza: MAI avere fretta, ma analizza sempre tutto (ma comunque non sprecare tempo!).


9. Non saper gestire i soldi

Cosa faccio appena comincio a guadagnare qualche soldino in azienda? Ovviamente compro il BMW aziendale, il telefono pagato dalla ditta, mi alzo il compenso come amministratore e sono contento.

Complimenti! Hai appena gettato le basi del tuo ritorno a casa entro pochi mesi causa chiusura dell’attività!

No. Non sto esagerando.

I soldi, in fase di avviamento, sono ossigeno puro per i polmoni dell’azienda.

Se tu li porti via, è proprio come derubare un povero. Ed immagino tu non voglia ricevere il nomignolo di “Principe Giovanni“.

I soldi vanno reinvestiti, TUTTI! Sito Web aziendale, processo produttivo, distribuzione, pubblicità… Qualsiasi cosa è meglio di tenere i soldi per sé stessi!

Si creerà un effetto esponenziale: se investi 10 ricaverai 100. Ma se investi 1 ricaverai per forza 10.

Imparare a gestire i soldi ed utilizzarli nel modo giusto non è facile, soprattutto quando questi sono a nostra piena disposizione e possiamo tenerli per noi stessi…


10. Non imparare dalle altre startup

Casi di successo simili al tuo ce ne sono ovunque. Pensa che aziende come Apple, Microsoft e Google sono nate in un umile garage.

Puoi trovare online un sacco di testimonianze di startup da cui prendere spunto.

Ma non soffermarti sui successi: le solide realtà si costruiscono sugli errori e sulla loro risoluzione. I fallimenti sono i mattoni di qualsiasi grande azienda, se prontamente affrontati.

Consiglio: non cercare sempre le mega imprese come fonte di ispirazione.

Molte di esse sono nate in periodi diversi, con contesti diversi ed in ambiti diversi.

Cerca invece aziende simili a quella che vorresti sviluppare, facendo attenzione alle strategie utilizzate ed ai segreti che si celano dietro contenuti chiari ed evidenti.

A volte, infatti, le strategie si nascondono dietro alle più semplici delle cose.

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Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.