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Green Economy. Ecco le soluzioni da cui trarre esempio

La Green Economy non è assolutamente da considerare come una moda passeggera o un termine figo nel breve termine. Si tratta di un vero e proprio progetto mirato alla creazione di un mondo sostenibile e a basse emissioni, con vantaggi sia per il pianeta sia per la società nel suo complesso.

La Green Economy non è assolutamente da considerare come una moda passeggera o un termine figo nel breve termine.

La Green Economy è un vero e proprio progetto mirato alla creazione di un mondo sostenibile e a basse emissioni, con vantaggi sia per il pianeta sia per la società nel suo complesso.

In queste due righe ho praticamente riassunto il concetto globale 😉

Il problema però non consiste semplicemente nell’individuare una soluzione ecologica per risolvere un determinato problema.

Occorre invece trovare una soluzione che elimini completamente l’impatto ambientale delle scelte umane, passando da un approccio diretto ad uno indiretto.

Non preoccuparti, nei prossimi paragrafi ti spiegherò meglio cosa intendo 😉

Vediamo quindi cos’è la Green Economy ed alcuni esempi da cui trarre ispirazione.


Cos’è la Green Economy?

Non possiamo non iniziare con la definizione di Green Economy fornita direttamente dal dizionario Treccani:

Modello teorico di sviluppo economico che prende in considerazione l’attività produttiva valutandone sia i benefici derivanti dalla crescita, sia l’impatto ambientale provocato dall’attività di trasformazione delle materie prime. In particolare la g. e. è una forma economica in cui gli investimenti pubblici e privati ​​mirano a ridurre le emissioni di carbonio e l’inquinamento, ad aumentare l’efficienza energetica e delle risorse, a evitare la perdita di biodiversità e conservare l’ecosistema

Treccani

Un bel mattone, eh? 😉

Questa ampia definizione la possiamo però ridurre in tre semplici voci che d’ora in poi definiremo pilastri:

  • Economico. Deve avere un fine di crescita economica intesa come il raggiungimento di obiettivi produttivi profittevoli;
  • Ambientale. Mira alla salvaguardia ambientale, principalmente sotto l’aspetto delle emissioni e dell’impatto zero;
  • Sociale. Non è citata nella definizione qui sopra, ma ha chiaramente un fine sociale in quanto ne gode tutta la collettività.

Raffigurando il tutto con un’immagine otteniamo quanto segue:

Ti faccio notare una cosa molto interessante: per quanto importanti possano essere i tre pilastri, niente ha senso se qualsiasi manovra di Green Economy non avesse un fine di sostenibilità.

Non si parla quindi semplicemente di combattere la deforestazione.

Nemmeno di creare nuovi posti di lavoro ad impatto zero.

Anche la finalità sociale non è sufficiente.

Deve essere un progetto sostenibile. Punto.

Se non ti è chiaro questo concetto non preoccuparti, in questo articolo vedremo degli esempi che te lo chiariranno 😉


Alcuni esempi di Green Economy

In tutto il mondo sono attivi progetti di Green Economy davvero innovativi.

Alcuni invece li definirei addirittura strampalati.

Tutti questi esempi derivano sia da startup che aziende affermate. Le prime sono realtà fresche di idee e progetti, mentre le seconde hanno capitali da investire in ricerca e sviluppo di una certa importanza.

Vediamoli quindi uno per uno 😉

Tesla Solar Roof

Il primo esempio che ti voglio portare, da forte sostenitore dell’energia ad impatto zero, è il Solar Roof a marchio Tesla.

Il prodotto dell’azienda di Elon Muskche ho già trattato in altri articoli come quello sul marketing dei Supercharger – non è altro che un’alternativa produttiva al classico tetto in tegole.

Il funzionamento è molto semplice: al posto dei classici materiali vengono installate delle “piastrelle solari” che assorbono l’energia derivante dal Sole e la trasformano in corrente elettrica.

tesla power roof green economy

Vedi quel rettangolino a sinistra delle porte del garage?

Quella è una Powerwall (sempre a marchio Tesla) che accumula l’energia generata ma non utilizzata. Questo garantisce autonomia alla casa anche nel momento in cui il Sole non batte più sul tetto ma c’è comunque necessità di utilizzare l’elettricità.

Una soluzione tanto semplice quanto innovativa, mi verrebbe da dire.

tesla power roof green economy

Perché considero il Power Roof un esempio di Green Economy?

Perché il problema del fabbisogno energetico è uno di quelli che colpirà il pianeta da qui a diversi anni.

Da un lato è vero che il passaggio all’energia elettrica ridurrà gli impatti ambientali diretti, ma la necessità di produrne sempre di più genererà probabilmente un aumento delle emissioni da parte di centrali che operano con fonti non rinnovabili (es. petrolio, gas).

Traduzione?

green economy paradox

Eccola.

Il potersi auto-produrre l’energia, diminuendo quindi quella richiesta a livello sociale, è un primo passo per l’autonomia elettrica globale.


Hyperloop

Due sono le spese fondamentali per la vita di una persona: la casa ed i trasporti.

Vista quindi la soluzione per la casa, è tempo di vedere quella per la mobilità sostenibile. E da questo punto di vista ci viene incontro il progetto di Hyperloop.

Hyperloop è un treno a levitazione magnetica, una soluzione iper-innovativa che permette al mezzo di muoversi grazie all’energia elettrica ad una velocità superiore ai 1.200km/h.

Tradotto in tempi: Milano-Roma in meno di mezz’ora e Milano-Napoli in meno di 45 minuti (alla massima velocità).

Ti chiederai “sì ma Davide questa è fantascienza! Chissà quanto costa e quando la faranno”.

In realtà si stanno già implementando diverse linee e se ne sta parlando anche per l’Italia.

Le motivazioni sono molto semplici:

  • Consumano un quarto di energia elettrica rispetto alle soluzioni esistenti;
  • Hanno un costo d’installazione basso;
  • Il recupero dell’investimento si ha in 8 anni.

L’utilità sociale di questa soluzione sarebbe molto interessante, come l’impatto ambientale derivante dall’uso dell’energia elettrica e la convenienza economica rilevante.

L’unico dubbio potrebbe riguardare l’impatto derivante dall’installazione delle infrastrutture (i tunnel dove viaggeranno i treni).

Non a caso, però, le analisi si definiscono “analisi di fattibilità tecnico-economica”…


Growing Underground

Se da un lato dobbiamo avere una casa per ripararci e dall’altro muoverci con mezzi efficienti per spostarci di qua e di là…

Di cosa abbiamo bisogno per vivere?

Del cibo, ovvio!

Con la continua espansione delle città, ed la conseguente scomparsa di campi coltivabili, la necessità di rifornire gli abitanti con generi alimentari ha assunto sempre maggiore importanza.

Come risolvere questo problema senza dover importare beni dall’estero o pagare importanti cifre per il trasporto dalla campagna?

Una soluzione completamente english l’hanno avuta i ragazzi di Growing Underground.

Sì, è proprio quello che sembra: un impianto di agricoltura a ripiani sotto terra, alimentato da luce artificiale che dà nutrimento alle piante.

“Eh ma io sono contro l’agricoltura intensiva” cit.

Vero. Ma hai la minima idea di perché si sono inventati questo modo di far crescere piante?

La sede di Growing Underground è sotto le strade di Londra, in pieno centro cittadino. Qui si trovano centinaia di metri di tunnel anti-aereo costruiti ai tempi della guerra, rimasti quindi inutilizzati negli anni successivi.

Dato che la popolazione di Londra è cresciuta molto e che reperire gli alimenti non è più così semplice, questi ragazzi hanno deciso di prendersi carico dell’onere di restrutturare i tunnel ed adibirli ad una vera e propria serra.

Risultato: vegetali commestibili a chilometro zero in pieno centro della città.

Questa soluzione è di sicura utilità sociale, con un’ottima convenienza economica (i tunnel altrimenti sarebbero abbandonati) ed ambientale, visto che non occorre forzare la crescita di piante dal terreno.

“Fate la pace, non la guerra”, giusto? 😉


Foodscaping

Legato sempre al settore food, ma con un’ottica più “domestica“, è da citare anche il fenomeno del foodscaping.

In questo caso non parliamo di investimenti milionari, progetti futuristici o infrastrutture iper-tecnologiche da far invidia a Star Wars.

Parliamo di un concetto che dovrebbe toccarci tutti: l’auto-sostentamento alimentare.

Come visto per i Solar Roof di Tesla e di conseguenza per l’energia elettrica, anche il reperimento delle risorse alimentari ha il suo impatto sul territorio. Basta pensare agli allevamenti intensivi, ai pesticidi ed al sovra-sfruttamento dei terreni.

Il foodscaping è un esempio di Green Economy in quanto consiste nell’auto produzione e nell’auto-sostentamento dei propri bisogni alimentari.

Tradotto: mi faccio in casa quanto più cibo possibile per consumarlo.

Fai attenzione a questa vista aerea di un borgo di Ginevra (Svizzera):

Oltre a destinare una parte del terreno alla costruzione della casa, vediamo come buona parte del suolo è destinata ai campi coltivati con colture commestibili.

Ma come potrebbe essere un esempio di investimento nella Green Economy?

Immagina per un momento un quartiere costruito esattamente come quello qui sopra. Immagina che sia integrato con pannelli fotovoltaici e che quindi sia praticamente indipendente dal punto di vista energetico e del cibo.

Che impatto avrebbe una minor domanda di energia elettrica e di cibi derivanti da allevamenti e coltivazioni intensive?

Ecco perché anche questo è un caso di Green Economy.


Conclusioni

A volte le soluzioni più green non sono per forza quelle più tecnologicamente ed impensabili possibili.

Tralascia per un momento gli ultra-treni che fanno capitolo a sé.

Pensa a sostituire le tegole della casa con dei pannelli solari che generano energia: trasformeresti il tuo tetto in una vera e propria centrale elettrica.

O perché non sfruttare tunnel dismessi per produrre qualcosa a km0 come le verdure?

La parte difficile, ricordiamolo, è però il pericolo di spostare il problema e nel caso dell’energia elettrica è lo smaltimento del litio delle batterie.

Ci arriveremo, ma intanto facciamo un passo alla volta.

Creare un mondo sostenibile, quindi, non è poi così difficile…

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.