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Marketing e Comunicazione

Come far giudicare il tuo libro dalla copertina

Uno dei proverbi classici italiani è “mai giudicare un libro dalla copertina”. Ma è davvero così sbagliato fidarsi del proprio istinto?

Fin da piccoli siamo stati abituati a frasi fatte e talvolta estremamente moraliste. Una di queste è sicuramente “mai giudicare un libro dalla copertina“.

Come saprai benissimo la parafrasi di questo detto è semplicemente “non giudicare dalle apparenze“, ed in sé è una delle cose davvero certe nella vita: non esiste cosa peggiore di sopravvalutare o sottovalutare una cosa in maniera sufficiente e poco attenta.

Ogni persona è unica perché l’obiettivo è lavorare su se stessi. Ognuno conosce i propri punti di forza e li incentiva, cercando allo stesso tempo di limitare quelli di debolezza.

Distinguersi dalla massa è però un compito arduo: non sempre, per quanto geniali, le idee vengono accettate da una popolazione. Questo perché non saremo mai leader di nessun tipo di mercato, nemmeno uno nuovo.

Il nostro compito è quello di differenziarci, proporre qualcosa di diverso, ottenere l’attenzione del pubblico… Il tutto puntando all’impatto visivo ed alla prima impressione.

Ecco perché è importante capire come far giudicare un libro dalla copertina.


Scegli il giusto messaggio

Non è tanto importante quello che fai, ma il modo con il quale lo comunichi. Questo è poco ma sicuro.

Ci sono davvero poche aziende che possono permettersi il lusso di peccare di comunicazione, ma motivi ben precisi.

Hai mai visto ad esempio la pubblicità in TV della Ferrari? Qualcuno dice correttamente “chi compra la Ferrari non ha tempo di guardare la TV“. Sante parole.

Ogni azienda si riferisce ad un determinato target, ed ogni target è adatto per un diverso tipo di messaggio. Ecco perché, ad esempio, Google fa molta pubblicità online e zero sui media tradizionali (TV, giornali, radio, ecc.): perché il suo target sta nella rete.

Ogni azienda prepara il suo piano di comunicazione e lo mette in atto seguendo un determinato schema, detto funnel. Senza questo piano un’azienda non comunica e, di conseguenza, non vende.

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A meno che….

A meno che tu non abbia un forte brand a disposizione.

Questo è il vantaggio di Ferrari, ovvero che il nome viene prima di tutto. Dici Ferrari e pensi a supercar, dici supercar e pensi a Ferrari.

Ma a meno che tu non sia Ferrari o Lamborghini non puoi basare la tua comunicazione sul brand. Devi presentare un messaggio forte e differenziale.


Il potere di un nome

Tornando al discorso del brand e della comunicazione ti faccio ora un esempio pratico. Osserva ora l’interessantissima e coloratissima copertina del seguente libro:

copertina book apple

Se osservi con attenzione noterai una mela incisa al centro della copertina. Non farai fatica a capire che è il logo di Apple.

Cosa ti dice un libro del genere? Probabilmente nulla, sembra semplicemente una trovata pubblicitaria per fare qualche soldo in più rispetto al solito.

Ora prova ad immaginare quanto costa questo libro.

199€.

Ma la cosa strabiliante non è il prezzo, ma piuttosto che la gente lo compra!

Ma Davide, cosa vuoi che me ne freghi di questa cavolata fatta apposta per i nerd?

Beh è molto semplice: Apple può permettersi di pubblicare un libro con la copertina bianca e venderlo a cifre folli. Te no.

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A meno che il tuo brand non sia forte come Apple devi fare di tutto per farti notare dalla folla. Trasmettere emozioni non è più un semplice optional che arricchisce un prodotto, ormai è diventato un must.

O lo fai, o sei morto. Tutto il resto non esiste.

Ad Apple basterà dire “Ciao io sono Apple” per ottenere mille volte più di quanto potresti ottenere mettendo in luce tutte le tue esperienze. Alla fine è questo il potere di un marchio, ovvero il suo significato intrinseco.

Hai una sola pagina a disposizione per trasmettere tutto quello che puoi, una copertina che può essere l’ago della bilancia tra successo e fallimento.

Quello che devi fare è semplicemente capire cosa far passare all’utente che la guarda.


Come costruire una buona copertina

Oltre al fatto di farsi notare dalla folla, il punto focale per la costruzione di una copertina efficace è solo uno: deve piacere.

Tutto il resto conta relativamente.

Ti è mai capitato di acquistare un libro solo perché “la copertina è bella”? A me sì, è successo. E non ci vedo nulla di strano.

Ecco quindi alcuni spunti da tener conto in fase di progettazione:

  • Usa un titolo aggressivo. Niente di particolarmente offensivo, ma semplicemente un modo per attirare fin da subito l’attenzione di un possibile cliente;
  • Aggiungi un sottotitolo. Questo serve per riassumere in un paio di righe l’obiettivo del libro, in modo da rendere ancora più chiaro il suo contenuto ed aumentare l’appeal;
  • Usa un’immagine interessante. Attenzione, ho detto interessante. Ci sono autori che non hanno bisogno di immagini per attirare la loro attenzione, ma tu non sei uno di questi. Trova un’immagine interessante che susciti interesse ed utilizzala come esca per poi lasciare spazio a titolo e sottotitolo, ma occhio a non andare fuori tema;
  • Metti sempre il tuo nome in evidenza. Se vuoi farti un po’ di personal branding non puoi non rendere chiaro fin da subito chi è l’autore, quindi mettiti in evidenza. Magari all’inizio servirà poco, ma poi fidati che andrà sempre meglio.

E la cosa più importante: finito il lavoro guarda e riguarda il risultato finché non ti viene da dire “che figata! Questo libro è proprio quello che fa per me!“. Se non sei tu stesso convinto del tuo lavoro, fidati che non lo sarà nessun altro.

Ecco alcuni libri interessanti che ti posso consigliare per ampliare ciò che hai appena letto (visto che ci sei, fai attenzione alle copertine e valuta la tua reazione a freddo):

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.