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L’importanza dei colori nel marketing moderno

L’obiettivo del marketing di oggi non è più quello di farsi conoscere in via del tutto generale, ma piuttosto di cercare e colpire il target giusto.

Colori e marketing sono due realtà che sembrano apparentemente indipendenti, ma che in realtà condividono un significato profondo e razionale.

Se dovessimo descrivere il modo di comunicare delle aziende al giorno d’oggi non avrei alcun dubbio su quale scegliere: minimale.

Non storcere il naso, perché le cose stanno così. Punto.

L’obiettivo del marketing di oggi non è più quello di farsi conoscere in via del tutto generale, ma piuttosto di cercare e colpire il target giusto. Un target che ha degli interessi, alcune caratteristiche univoche e che recepiscono i messaggi in modo diverso l’un l’altro.

Ecco perché è importante minimizzare i messaggi: per ottimizzarne il significato.

Ed i colori sono parte di esso.

In questo articolo ti voglio mostrare come la semplicità dei messaggi viene corrisposto ad un colore che trasmette valori ed emozioni diverse sulla base della tonalità scelta.

Vediamo quindi come colori e marketing lavorano insieme per trasmettere un messaggio che va al di là delle parole.


Etimologia dei colori

Fin dall’origine dei tempi l’utilizzo dei colori è stato considerato un fattore molto importante per ottimizzare la comunicazione. Questo perché l’impatto cromatico è molto più forte di un testo, almeno a prima vista.

Mi vengono in mente le scuole elementari quando la maestra faceva scrivere i titoli in rosso, il testo in blu/nero e le parole particolari in verde.

Se il testo trasmette il messaggio, il colore contribuisce a veicolare l’attenzione del lettore ed aiutarlo a comprendere meglio le parole scritte.

Ecco perché scegliere il colore giusto ti porta a trasmettere un tipo di messaggio diverso. Ad esempio:

Quindi:

  • Il blu trasmette sicurezza, ed è utilizzato spesso da banche ed aziende assicurative;
  • Il nero trasmette potenza, diventando colore di punta per le aziende che vendono prodotti di lusso;
  • Il rosa è un colore femminile, usato infatti soprattutto per prodotti di make-up e simili;
  • Il verde trasmette salute, e difatti ricorda le farmacie e le aziende di prodotti legati al benessere.

E potremmo continuare con altre tonalità…

Quello che però ci basta sapere, almeno per il momento, è che ad ogni colore è associato un significato. E non è un caso che le campagne pubblicitarie di certe aziende si basano su variazioni di colori, ancor prima di slogan promozionali.

Dopo ti mostrerò qualche caso.

Facciamo però un breve tuffo nella storia dei marketing e dei colori.


Colori e marketing. Un po’ di storia

Agli albori del branding e del marketing per come lo conosciamo oggi il concetto di “marchio” era visto in modo, oserei dire, fantasioso. Per essere “diversi” occorreva infatti fare ghiri-gori qua e là, rendendo un logo più unico che comprensibile.

Poi è arrivato il minimalismo.

Oggi buona parte dei loghi che vediamo in giro sono semplici realizzazioni vettoriali con pochi segni oppure, in molti casi, semplicemente una scritta con font caratteristico.

Ma tutto questo funziona.

Oserei quasi dire:

Essere complessi non significa essere migliori

Oggi infatti l’obiettivo non è tanto il logo o il marchio, quanto piuttosto il messaggio che riusciamo a condividere, ancor di più però l’emozione che riusciamo a trasmettere.

Come per la comunicazione verbale e para-verbale, anche la comunicazione visiva ha due elementi fondamentali:

Oggi infatti l’obiettivo non è tanto il logo o il marchio, quanto piuttosto il messaggio che riusciamo a condividere, ancor di più però l’emozione che riusciamo a trasmettere.

  • Il contenuto
  • Il contesto

Il contenuto è il prodotto grezzo, ovvero il minimo termine oltre il quale l’oggetto o la scritta non sono percepibili.

Il contesto è il vestito che adorna il contenuto, ovvero il modo in cui si pone agli occhi degli altri.

Molte aziende questo l’hanno capito, e hanno modificato la propria brand identity proprio secondo questa filosofia.

Ad esempio:

Immagina un logo McDonald’s viola, un Conto Arancio non arancione, Facebook verde oppure Coca Cola giallo.

Non ti farebbe strano?

Vediamo quindi qualche caso di alcuni casi in cui marketing e colori hanno lavorato bene assieme per trasmettere messaggi particolari.


Colori e marketing. Ecco alcuni casi

A volte basta davvero poco per trasmettere un messaggio o un’emozione in modo diverso e deciso.

E questi esempi ne sono la dimostrazione.

Devo dire che ultimamente i colori vengono usati spesso per mandare messaggi forti, adattandoli ad un brand che comunica qualcosa ma trasmettendo valori diversi dal solito.

Questo è il caso di Diesel, noto brand di alta moda.

Vediamo quindi alcuni casi di rapporto marketing e colori!


iPhone Red Edition (RED)

Partiamo dal melafonino a marchio Apple, un dispositivo cui nome arriva prima dello smartphone stesso.

Non tutti sanno, però, che oltre alle classiche versioni di colore standard (nero, bianco e oro) si affianca un brillante ed insolito iPhone rosso fuoco.

A differenza degli altri modelli, però, questo colore non è semplicemente una verniciatura fatta e finita, comprata e piaciuta.

Apple infatti commercializza iPhone ed altri dispositivi della serie (RED) destinando una parte del prezzo ad associazioni per scopo benefico.

A volte parliamo di fondazioni contro l’HIV, altre volte contro la violenza sulle donne e via dicendo.

Se compri un iPhone rosso, quindi, sai che non stai semplicemente comprando un iPhone, ma stai anche sostenendo una causa benefica.

Ah. Ed è anche bello. Ma questo non fa testo 😉

In questa pagina puoi vedere tutta la linea (RED) a marchio Apple.

Giusto per farsi un’idea, eh.


Diesel Pride Week

Prendi in considerazione solo le due prime parole del titolo. Prova ora ad immaginare il logo “Diesel” capace di trasmettere un messaggio collegato al termine “Pride“.

Fammi indovinare…

Ci avevo azzeccato? 😉

C’è poco da fare: basta mettere un arcobaleno e qualsiasi marchio ti venga in mente si trasforma in “propaganda” per i diritti delle coppie gay.

Propaganda in senso positivo, eh. Non vorrei creare equivoci!

Ma quanto è difficile trattare il tema LGBT?

Mosse come quella di Diesel mostrano come anche le aziende possano provare interesse in argomenti di cultura generale che interessano tutto il mondo.

Dimostrano anche però che basta poco, a volte anche un solo colore o una scala cromatica, per comunicare qualcosa di profondo, molto più di quanto possa trasmettere un brand “nudo“.

Se vesto Diesel sono una persona che apprezza il brand. Ma se vesto Diesel Pride sono anche un sostenitore della causa LGBT.

Tradotto: sono tutti capaci a vestire Diesel, ma hai le p***e di condividere anche un messaggio così forte?


Coca Cola Stevia

Qual è il colore più comunemente associato alla Coca Cola.

Beh pensandoci bene sono due:

  • Il nero della bevanda;
  • Il rosso dell’etichetta.

E questa come me la spieghi?

La Coca Cola Life è stato un prodotto alternativo alla versione standard che si differenzia per un minor contenuto calorico. Questa differenza, per renderla più chiara agli occhi del cliente, è stata evidenziata con un’etichetta di colore verde.

Ma che c’è di male?

Assolutamente niente.

Quando parliamo di brand in altri articoli viene sottolineato come utilizzare un brand per ogni linea di prodotto ti aiuta a differenziare la tua offerta e personalizzarla agli occhi del cliente, nonostante l’offerente sia sempre la stessa persona.

In questo caso il classico colore rosso identifica una Coca Cola classica, mentre l’etichetta verde – chiaramente diversa e unica – rappresenta la versione light.

Confusione per il cliente = 0%

Ecco un esempio di posizionamento cromatico, ovvero la distribuzione del prodotto differenziato mediante l’influenza della vista e dei colori.


White is the new black

L’ho già detto nell’introduzione: siamo nell’epoca del minimalismo grafico.

Se hai passato ore e giorni a capire quale colore tu debba utilizzare per la tua attività o il tuo sito oppure hai pensato con difficoltà a come rispondere a “qual è il tuo colore preferito?” sappi che molte aziende hanno una risposta rapida in ogni occasione.

Il bianco ed il nero.

In generale il colore nero trasmette classe ed eleganza, non a caso è infatti un colore utilizzato molto in ambito moda e luxury. Qualcuno potrebbe anche dire che il nero non trasmette un valore come un colore acceso, ma non è così.

Anzi.

Oggi l’eleganza è una caratteristica molto apprezzata dando sempre maggior valore al messaggio comunicato rispetto che alla sua conformazione estetica.

Vedi Apple, brand minimale ma dalle qualità indiscutibili.

Insomma. Scegliere l’accoppiata Black&White è sempre una scelta saggia.

Un esempio lampante è il rebranding della Juventus, che è passata da un logo “complesso”, ancor prima che storico, ad un logo minimale, semplice da riprodurre e di colore nero per trasmettere eleganza ancor prima di essere un colore del club.

Fonte: Run Design

E questo è solo un esempio…


Marketing, colori ed analisi etica

La scelta di un colore per fare campagna di marketing non ha praticamente niente a che fare con l’etica. Questo perché scegliere un colore significa dare un vestito ad un messaggio, non a definire il messaggio stesso.

Ad esempio se promuovo uno “Sconto 50%” con il colore rosso oppure il colore giallo a poco importa, essendo lo sconto un messaggio esplicito a sé stante rispetto al colore utilizzato.

Non è invece etico il caso in cui il colore serve ad emulare un prodotto di un concorrente per creare confusione nella mente di un cliente. Un esempio è produrre una bevanda gassata simile alla Coca Cola emulandone il packaging, utilizzando quindi un criterio di posizionamento già esistente in mala fede.

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.