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La Casa di Carta. Da cosa prendere spunto (e da cosa non farlo)

Una delle serie televisive più amate al mondo è un pozzo di contenuti da analizzare e recepire. Ecco quali sono i più importanti e fondamentali.

La Casa di Carta non è una semplice serie televisiva. La Casa di Carta è un movimento che ha mosso tanto l’opinione pubblica dalla trama tanto quella nella vita reale.

Ci sono molte caratteristiche che hanno reso questa produzione spagnola appetibile per il pubblico televisivo, ma io penso che la migliore tra tutte sia il fattore psicologico. A tutti, infatti, piace quel sottile momento in cui tutto sembra perso ma con un semplice schiocco delle dita si sforni un’azione che influisce molto sulla psiche delle persone.

E non a caso la quasi totalità della serie è basata su un solo elemento: l’opinione pubblica.

E ci vuole ben poco per capire il perché: se hai dalla tua parte il consenso pubblico, in un Paese democratico hai la forza del popolo dalla tua parte. Ed è il popolo a governare, non i suoi governatori.

O almeno così dovrebbe essere…

E come questo esempio ne possiamo trovare davvero molti altri! Alcuni tra questi sono banali analisi del telefilm mentre altri sono spunti da prendere per sé stessi.

Ti sorprenderà sapere che alcuni sono anche stimoli professionali, ma procediamo un passo per volta.

Ecco quindi a te cosa prendere spunto da La Casa di Carta e cosa no!


Cos’è la Casa di Carta?

La Casa di Carta – conosciuta anche come La Casa de Papel – è una serie televisiva di successo che ha spopolato in tutto il mondo grazie ai suoi costumi rossi e le maschere di Dalì.

A dire la verità ha spopolato per ben altri motivi, ma come introduzione penso vada bene dire così 😉

La serie, originariamente prodotta da Antena 3, è stata acquisita da Netflix che l’ha modificata, riproponendola in episodi più corti ed appetibili al pubblico delle streaming TV. In particolare è risaputo il fatto che le prime due stagioni di Netflix sono in realtà un’unica stagione della produzione originale.

Ma di cosa parla la Casa di Carta?

La Casa di Carta racconta la storia di una rapina.

E perché il pubblico ama questo format?

Perché la gente ama i rapinatori, nonostante tutto…

La Casa di Carta racconta la storia di una rapina. E la gente ama i rapinatori, nonostante tutto…

Insomma. La Casa di Carta è una serie televisiva moderna nella quale il ruolo del “buono” e del “cattivo” non è facile da individuare. A tener incollato i telespettatori allo schermo sono i molti colpi di scena dettati da intrighi psicologici mischiati ad interessi burocratici e nazionali.

Da un lato ci sono quindi un genio del crimine (Il Professore) e una banda di rapinatori professionisti che si identificano con i nomi di città da tutto il mondo.

Dall’altra il governo spagnolo e le sue forze dell’ordine.

E nel mezzo?

Beh nel mezzo ci stanno tutti gli altri, ovvero cittadini ordinari che assistono a tutta questa situazione paradossale nella vita di tutti i giorni. Solo che ne La Casa di Carta non proprio tutto è impossibile.

Ma quindi come fa questa serie ad avere così tanto successo?

Ora lo vediamo…


Il successo de La Casa di Carta

Partiamo da un concetto molto semplice: prima che la serie venisse acquistata da Netflix il suo destino era molto semplice, ovvero il fallimento. E questo non lo dico io, ma lo stesso regista, attori e produzione in un filmato distribuito da Netflix stessa.

Solo grazie a Netflix, che ne ha acquisito i diritti per trasmetterla in tutto il mondo, si è fatta conoscere dal pubblico di ogni angolo del pianeta.

Possiamo quindi dire che il primo punto fondamentale del successo de La Casa di Carta è stata l’acquisizione di Netflix che l’ha resa disponibile per tutto il mondo.

Attenzione però: disponibile è diverso da popolare. Questo è importante sottolinearlo perché, ricordiamolo, Netflix ha un sacco di titoli all’attivo. Ma se La Casa di Carta è piaciuta così tanto significa che ha un contenuto che piace, punto.

Un secondo punto di forza per il successo, come lo abbiamo già detto in precedenza, è il fatto che è molto reale. Non tanto per una rapina a struttura improbabili, quanto piuttosto ambientate in zone conosciute e popolari come Madrid e – per quanto riguarda il nostro territorio – alcuni flashback in Toscana e Sicilia.

In un mondo confuso come quello mondiale si è inoltre fatto spazio il concetto di “Resistencia“, caratterizzato proprio dal fatto che i rapinatori si identificano come lottatori contro il sistema. Non a caso, infatti, sono state usate musiche come “Bella Ciao“, resa nota in Italia proprio dalla resistenza contro il fascismo.

Inoltre – ultimo ma non ultimo – una volta vista una puntata qualsiasi ci si chiede sicuramente “ma come è possibile che succeda?“, “ma come faranno ora?” e cose del genere. Questo perché le situazioni studiate sono molto complesse e lo è altrettanto la soluzione a qualsiasi stallo, facendo sì che ogni avvenimento sia in sé un colpo di scena.


Alcuni spunti interessanti da La Casa di Carta

Che siamo dei semplici fan, mega imprenditori, manager o semplicemente affamati di cultura ed apprendimento La Casa di Carta ci fornisce un sacco di spunti da cogliere. Sono una serie di semi sparsi sul terreno che non mostrano direttamente i frutti ma che se lasciati incolti possono portare a grandi opportunità come a grandi pericoli.

Guardare La Casa di Carta ti permette di affinare la tua professionalità. Ma non nel senso che diventerai un calcolatore o un rapinatore seriale, ci mancherebbe altro!

Parliamo infatti di soft skills mischiate ad hard skills che possono arricchire qualsiasi profilo, sia dal punto di vista lavorativo che da quello professionale.

Vediamo insieme quali!


L’opinione pubblica

L’abbiamo detto, ridetto e ripetuto all’infinità fino allo stremo: tutto il piano della rapina è basato sull’opinione pubblica, ovvero fare in modo che i buoni di tutta la vicenda siano i rapinatori. Siamo infatti abituati a considerare il poliziotto buono ed il rapinatore cattivo, ma in questo caso l’inversione di visione è assoluta.

Ma cosa significa avere da parte l’opinione pubblica nella pratica?

Immagina di possedere un’azienda che produce pane. Come te ci saranno probabilmente altre centinaia di aziende, ognuna intenzionata a rubarti tutti i clienti da sotto il naso.

Pensi che basti un prezzo basso per garantirti tutta la domanda?

La tecnica dello screditare è tanto meschina quanto dannatamente efficace nel mercato moderno. Basta dire che il titolare non paga le tasse, che sfrutta i lavoratori, che li sottopaga o qualsiasi altra cattiveria e tutti ne staranno parlando. E la cattiva reputazione è una bestia feroce da affrontare.

Ora pensa ad un poliziotto che tra la vita di un funzionario pubblico e 60 ostaggi sceglie il primo e la popolazione lo viene a sapere. Te cosa ne penseresti se fossi un ostaggio o un cittadino normale?

Pensa inoltre a quando si parla di sondaggi politici. Di cosa si parla quando emerge uno scandalo? Della perdita di voti per il candidato o il partito, e non a caso i voti dipendono proprio dall’opinione pubblica.

Pensi davvero ancora che la frase “non dare peso a quello che pensano gli altri” sia giusta? Magari lo è, ma sicuramente non così tanto.

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Prevedere le mosse

Immagina per un momento di dover procedere in linea retta dal punto A al punto B. Probabilmente tu calcolerai la distanza, il tempo di percorrenza e altri dati facilmente individuabili.

Ma la parte difficile sta nell’individuare i potenziali imprevisti.

Una delle caratteristiche de La Casa di Carta è che il Professore studia in anticipo tutte le mosse che sia la sua squadra che la polizia potrebbero compiere ed è subito pronto alla contro-mossa. Sembra una cosa impossibile, ma il risultato è devastante.

Come reagiresti se il tuo avversario fosse in grado di rispondere ad ogni tua mossa in tempo zero? E cosa faresti se fosse in grado oltretutto di contrattaccare?

Te lo dico io: disperazione.

Questo concetto ci introduce un termine molto importante in termini professionali: programmare.

Per un’azienda è facile programmare la produzione: la macchina mi produce X pezzi al giorno, quindi se lavoro N ore al giorno mi produrrà N*X pezzi al giorno.

Ma se la macchina si rompe? Se c’è uno sciopero? Se capita un’epidemia che blocca tutta la linea produttiva (Coronavirus, ndr)?

Programmare significa anche prevedere gli imprevisti. Ed è questo che fa un problem solver vero e proprio.

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Qualità o quantità?

Facciamo un semplice calcolo matematico: se con una rapina posso guadagnare K e lo devo dividere ugualmente tra gli N membri della banda, quanti membi mi conviene avere?

La risposa è ovvia: il meno possibile.

Ma allora perché il Professore assolda tutti questi membri della banda?

Semplicemente perché ognuno di essi ha una caratteristica o un’abilità che gli altri non hanno. C’è chi è un genio dell’informatica, chi sa usare una lancia termica, chi sa falsificare banconote ad opera d’arte, chi sa comandare, chi incute terrore…

La Casa di Carta ci mostra come ognuno dei membri della banda sia una pedina fondamentale di tutto il piano. E molto probabilmente se uno di essi mancasse, diminuendo di 1 il valore N sopra citato, il valore di K tenderebbe sempre di più allo zero assoluto. In altre parole poco da dividere in tanti.

Ed ecco la prima frase comune che salta all’occhio: meglio pochi, ma buoni!

Anche nella vita reale, personale o professionale, circondarsi di persone competenti è un punto di forza incredibile che può segnare la strada tra un risultato buono e uno ottimo.

La competenza, ricordiamolo sempre, è ciò che il lavoratore offre in cambio del suo stipendio. Non offre infatti il tempo, la sua benzina, la sua età o cose del genere perché queste ce le hanno tutti. La competenza, invece, no.

la casa di carta quantita o qualita

Gestire la squadra

Sai qual’è la cosa più difficile da fare quando si lavora in squadra? Giocare di squadra.

Dai ammettiamolo: abbiamo tutti noi a che fare con realtà di gruppo dove c’è la classica testa calda che ci fa sbuffare e venire i nervi a fior di pelle ogni volta che apre bocca o fa qualcosa. E nonostante tutto lo dobbiamo accettare, vuoi perché siamo troppo buoni o perché la sua competenza è troppo preziosa per perdere una persona del genere.

O semplicemente perché non possiamo.

Nelle prime due stagioni Berlino è a capo della banda e fa di tutto per il successo del piano. Nelle seguenti stagioni, invece, l’incapacità di tener unita la banda da parte dei luogotenenti è causa di imprevisti talvolta fatali.

Ma niente spoiler, per chi ancora non le ha viste….

Se hai una strada dritta e hai studiato il modo per guingere dal punto A al punto B, sta all’autista tenere la strada giusta perché ogni deviazione potrebbe non portarti a destinazione.

Questo il professore lo sa, ed è proprio per questo motivo che impartisce ordini diretti per mantenere il veicolo sulla retta via.

E questo cosa dovrebbe insegnarci?

Che la leadership è fondamentale nel gruppo. Se sai farti ascoltare tieni il gruppo unito, altrimenti si sfalda e ci caschi anche te.

Non esistono infatti gruppi sociali senza un capo e senza delle regole. Questa è una legge della natura.

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Lifetime value

Usciamo dalla trama della serie per entrare in un discorso più tecnico di cui ho parlato in un mio precedente articolo. Stiamo parlando del Lifetime Value, ovvero la capacità di mantenere il cliente per un periodo successivo ad una sua interazione (es. acquisto).

Nel caso di una serie televisiva intendiamo quindi la capacità di mantenere attivo il pubblico anche in periodi fuori dal lancio degli episodi.

La Casa di Carta genera un buon Lifetime Value?

A dire il vero non ne sono proprio convinto.

La politica di Netflix prevede un’uscita massiva degli episodi ed un telespettatore, ipoteticamente, potrebbe guardasi tutta la serie in poche ore. Poi più niente, almeno fino alla prossima stagione.

Certamente durante questo periodo vale il concetto del “l’importante è che se ne parli“, ma per quanto potrebbe durare se potenzialmente in un giorno una persona si riuscisse a guardare tutta la serie? L’interessa va via via sciamando, fino a finire presto nel dimenticatoio.

Prendiamo il caso de Il Trono di Spade.

Gli episodi avevano cadenza settimanale, ed in quei 5-6 giorni di stacco il web esplodeva di riassunti, easter egg, anticipazioni e previsioni di trama. E questo per ogni episodio fino alla fine della stagione.

In questo caso l’interesse del pubblico e “l’importante è che se ne parli” acquisivano maggior valore e per un periodo più lungo.

“Ma cosa m’interessa delle anticipazioni della quinta stagione? Ce n’è di tempo per quella…”

Appunto.

Ecco quindi una motivazione per cui far uscire gli episodi cadenzati di una serie tv può aiutare con il Lifetime Value.

netflix

Conclusioni

Il successo di La Casa di Carta è stato contrassegnato dalla capacità di influenzare l’opinione pubblica sia nella trama che nella realtà. I telespettatori, sentendosi catapultati nella puntata, si sentivano veri e propri protagonisti di una storia che li rispecchiava.

Questo è un esempio di viral marketing: coinvolgere massivamente il pubblico in modo che si verifichi una veloce e densa diffusione dei propri contenuti.

La trama inoltre ci fornisce un sacco di spunti per quanto riguarda la competenza del singolo e la capacità del saper lavorare di squadra. Sembra una cosa banale a primo impatto, ma basta guardare qualche puntata (magari verso fine stagione) per capire che le cose non sono poi così tanto semplici.

Infine un concetto importante, ovvero quello di Lifetime Value. Netflix lancia massivamente la stagione con tutti gli episodi, ma quanto se ne parlerebbe se venissero lanciati settimanalmente?

Queste sono solo alcune tra le cose da cui prendere spunto da La Casa di Carta!

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.