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Psicologia

L’importanza dell’auto-motivazione per un imprenditore

L’auto-motivazione è qualcosa di cui nessuno di noi può farne a meno e per un imprenditore questo è molto più marcato, quasi vitale.

L’auto-motivazione è qualcosa di cui nessuno di noi può farne a meno: abbiamo sempre bisogno della volontà nel portare a termine un compito, raggiungere un obiettivo o dare un senso alle nostre azioni.

Per un imprenditore la questione si fa più seria: mantenere il focus sulla propria attività è questione di vita o morte. E non sto esagerando…

Se un dipendente perde la voglia di lavorare per un’azienda si licenzia e tutto finisce lì. Ma se un imprenditore si stufa della sua azienda allora le cose si fanno molto più complesse.

Nella migliore delle ipotesi l’azienda viene ceduta, continuando però a vivere. Al contrario sarà molto peggio se l’azienda chiude, facendo rimanere a casa un potenziale numero indefinito di dipendenti.

Vediamo quindi in dettaglio qualche tecnica utile per tenere alta l’importanza dell’auto-motivazione per un impenditore.


La missione di un imprenditore

Secondo la normativa italiana l’obiettivo di un’impresa è quello di “creare valore per tutto l’ambiente che lo circonda“. In sostanza devi saper sia creare ricchezza economica (utili) che sociale (benefici tangibili o intangibili).

Questo però rappresenta solo la punta dell’iceberg.

Generare un + sul proprio conto corrente è facile: basta saper vendere e saper vendersi. Quello che però non è scontato è il come farlo, ovvero quelle cosiddette “soft skills” che identificano la personalità di qualsiasi individuo.

Mantenere il focus sul proprio obiettivo non è quindi per niente facile. Ci sono un sacco di imprevisti e trappole, come ad esempio quella che ho personalmente definito “la dura legge della macchina aziendale“.

Ecco perché la motivazione è importante: è come tener ben lubrificato un motore di una supercar. Puoi farla correre a 300km/h, ma senza una buona manutenzione fa la fine di un vecchio catorcio.

Quindi ecco che la missione di un imprenditore può essere suddivisa in due rami:

  • Da un lato le hard skills, ovvero le capacità imprenditoriali esplicite;
  • Dall’altro le soft skills, ovvero le competenze e la motivazione che denotano la vera e propria figura di un impresario.

Ma come si fa a tenere alta questa motivazione?


Tecniche di auto-motivazione

Abbiamo visto come la motivazione per un imprenditore sia importante, ma non abbiamo visto il modus operandi.

Ci sono infatti un sacco di attività, trucchi e regole psicologiche che ci possono aiutare in tal senso. Non sempre, infatti, occorrono geniali stratagemmi o cose del genere per ottenere risultati soddisfacenti.

Vediamone insieme alcuni [Ecco la fonte].


#1 Ricordati che non “devi” fare nulla

Il concetto non è quello di “non sono obbligato a fare nulla“, piuttosto invece “faccio qualcosa per uno scopo preciso“. L’errore consiste proprio nel verbo dovere, una parola che suscita più pesantezza che volontà.

Sostituirla con “farò“, “ho l’impegno di” e altre similitudini meno estreme può aiutare ad ovviare un nascente senso di prigionia, una situazione nella quale siamo letteralmente costretti a fare qualcosa senza vederne la chiara utilità.

Bisogna quindi passare da una logica di “strada a senso unico” a “scelta del percorso“.

E’ incredibile come una sola parola possa cambiare un intero concetto 😀


#2 Suddividi un progetto in piccole operazioni

Immagina di trovarti a valle e dover scalare una montagna che si trova di fronte a te. Ma chi te lo fa fare di scalarla tutta in un colpo?

Ecco perché hanno inventato i vari campi base, 1, 2, 3 e così via.

Suddividere un grande compito in più step è la traduzione pratica di “fare un passo alla volta“. Se devi scrivere un libro concentrati un capitolo alla volta, se devi fare le scale fai un gradino alla volta, se devi affrontare un lungo viaggio imponiti delle tappe per riposare…

[CONSIGLIO] Cerca di importi comunque delle scadenze perché cadenzare le attività spesso può portare a rallentamenti importanti!


#3 Fa diventare tutto più “divertente”

A volte ricordarsi di essere stati bambini può essere molto utili nella produttività di ogni giorno. Ricordi infatti quali erano le cose più importanti per te quando andavi ancora alle elementari?

Divertirsi e fare i bravi per avere delle ricompense.

O almeno per me era così 😉

Ecco, te ragiona alla stessa maniera:

  • Cerca sempre di trovare la parte divertente in ciò che fai;
  • Preponiti delle ricompense sulla base dei risultati.

Ti faccio un esempio.

Oggi devo studiare. Per fare questo immagino di esporre gli argomenti ad una classe (immaginaria) e per ogni ora di esposizione mi merito 10 minuti di pausa e una caramella.

Insomma: cerca di rendere tutto più un gioco e meno un obbligo!


#4 Non ragionare come un perditempo

Esistono una serie di frasi che possono essere attribuite ad una persona perditempo:

  • Ora non ne ho voglia, lo faccio più tardi;
  • Non ci vorrà molto;
  • Non è ultimato, ma va bene lo stesso;

Mai sentite queste frasi? Un classico, direi 😉

Ascolta qui lo zio Monty cos’ha da dirti.

Fare le cose non è sufficiente: bisogna anche farle bene. Questa è la differenza tra una persona volonterosa e una che non ha voglia nemmeno di allacciarsi le sue stesse scarpe.

Costruire la casa è una questione di impegno e di voglia, ma se non si costruisce il tetto tutto il tempo speso alla costruzione delle mura è completamente perso. Meglio finire il tetto ed usufruire della casa piuttosto che lasciarla a marcire, non credi? 😉

Attenzione però: una persona perditempo non è per forza una persona pigra.

Anche essere una persona pigra può essere molto proficuo:

Se hai un incarico complicato, affidalo a un pigro: troverà una maniera più semplice di svolgerlo.

Legge di Murphy

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.