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Abbiamo tutti una dipendenza, anche se non lo sentiamo

La dipendenza è il primo fattore di procrastinazione al mondo. Anche tu, alla fine, sei dipendente da qualcosa. Ma come puoi rendertene conto?

La dipendenza da qualcosa è la prima causa di procrastinazione al mondo. Questo perché perdere tempo per stare bene è meglio di darsi da fare per far fruttare le proprie fatiche.

Alla fin fine questa non è una cosa negativa, no? Finché sto bene va benissimo così, dirai.

Verissimo.

Ma non è questo il punto…

Essere dipendenti da qualcosa significa passare da uno stato di benessere ad uno in cui non puoi più fare a meno di qualcosa. E’ una lama a doppio taglio, una situazione paradossale nella quale stai male per qualcosa che ti dovrebbe far star bene.

Ma non pensare di essere escluso da questo argomento.

Siamo tutti dipendenti da qualcosa. Anche se non lo senti.


Una passione è una dipendenza

Sai qual’è una delle caratteristiche di un bambino? Che non gli dai dei limiti non è capace di valutare quando sta esagerando. Questo vale per la televisione, per i giochi, gli atteggiamenti nei confronti delle altre persone…

La motivazione è molto semplice: quando ci piace una cosa non riusciamo a farne a meno.

Di nuovo.

Magari non ognuno di noi oserebbe riconoscere una propria dipendenza, ma sicuramente siamo tutti consci di avere almeno una passione. Io, ad esemio, amo andare in bici e suonare la chitarra.

Le ritengo una dipendenza? No, per niente.

Ma potrebbero diventarlo.


Un semplice test

Ho sempre pensato che far capire ad una persona quanto dipendente è da una cosa basta un semplicissimo test. I requisiti sono pochi ma importanti:

  • Sala per conferenze;
  • Discussione noiosa;
  • Smartphone.

Il test consiste nell’appoggiare in bella vista il nostro Smartphone (acceso) con l’obiettivo di non utilizzarlo mai per tutta la durata della conferenza. Possiamo poggiarlo sulla gamba, lasciarlo sul tavolino pieghevole, sul bracciolo…

L’importante è non utilizzarlo mai.

Cosa dovrebbe succedere? Cerca di concentrarti e notare quante volte ti viene la tentazione di prendere lo smartphone, a prescindere dallo scopo. Potresti dover controllare le mail, navigare per noia, mandare un messaggio ad un familiare…

Noterai molto facilmente che sei talmente legato a questo oggetto da negare ogni evidenza e doverlo utilizzare “perché è importante“. 

Ma perché proprio lo smarphone?

Ce lo spiega in numeri Efficacemente: passiamo oltre mille ore all’anno attaccati allo schermo.

Pazzesco, no? 😀

Ora prova a fare da te un test simile. Quando ti trovi in gruppo cerca di concentrarti e fare caso a quante volte hai la tentazione di prendere il cellulare dalla tasca.


Ansia da nomofobia

La dipendenza dallo smartphone non è soltanto un caso delimitato, tanto che su di essa sono stati fatti diversi studi. La paura di rimanere disconnessi dal mondo ha preso il nome di nomofobia, uno stato di ansia generato da diverse situazioni:

  • Esaurimento del credito telefonico;
  • Scaricamento completo della batteria;
  • Assenza di rete mobile.

Cito i risultati del test tratti da Wikipedia:

Lo studio ha rilevato che quasi il 53 % degli utenti di telefono cellulare in Gran Bretagna tendono a mostrare uno stato ansioso quando “perdono il loro cellulare, esauriscono la batteria o il credito residuo o non hanno copertura di rete”. Lo stesso studio ha rilevato che circa il 58 per cento degli uomini e il 48 per cento delle donne soffrono di questa fobia, e che un altro 9 per cento è stressato quando il cellulare è fuori uso.

Pazzesco, no?

Questo per dire che non servono droghe o alcool per essere considerati dipendenti da qualcosa ma basta molto meno, pure qualcosa che utilizziamo tutti i giorni in maniera incontrollata.

E tu come reputi il tuo rapporto con il tuo smartphone? Ti è mai capitato di andare in paranoia per assenza di segnale o batteria scarica?

Fammi sapere nei commenti, fidati che non sarai un caso unico 😉


Il marketing virale e le mode invasive

Un altro grosso problema legato alle dipendenze è il marketing virale in quanto siamo sempre più tendenti a fare qualcosa solo perché lo impone la società.

Pensaci bene: le mode, gli stereotipi, l’opinione pubblica, gli stili… Quando legati siamo a questi fattori?

Agiamo solo in un’unica direzione: piacere agli altri.

Perché parliamo di dipendenza nella moda? Perché nel cercare di essere sempre apprezzati siamo molto, troppo attenti al mondo che ci circonda tanto da arrivare ad un controllo ossessivo. Una situazione di stress psicologico dove arrivare in ritardo di un giorno può sfociare in depressioni talvolta fatali.

Io faccio una cosa se anche l’altro lo fa. Ma se nessuno fa qualcosa allora pure io me ne sto con le mani in mano, semplice!

E cosa può interessarmi come imprenditore? Il fatto che gli imprenditori di successo vengono descritti in due modi completamente differenti:

  • O lavorano 12 ore al giorno, 7 giorni su 7 e festività escluse;
  • Oppure viaggiano per il mondo e guadagnano come influencers.

Noi cosa facciamo? Diventiamo scemi per imitarli, convinti che basta seguire passo a passo il loro percorso per avere lo stesso successo. Quindi riteniamo giusto lavorare 12 ore al giorno oppure, ancora peggio, pensiamo che basti viaggiare per fare soldi.

Ma c’è un grosso problema a riguardo…


Più impegno metti e meno ricavi

Hai mai pensato di essere dipendente dal tuo lavoro?

Non sto per niente scherzando, purtroppo. I casi di burnout sono sempre più frequenti a causa di una crescente frenesia lavorativa: le otto ore canoniche non bastano più, bisogna fare straordinari ed il nostro corpo non riesce a sostenerlo.

Il che, paradossalmente, genera una perdita di efficienza.

Ora ti spiego…

Effetto Domino

Sappiamo tutti che la nostra produttività non è lineare: si parte sempre ad un determinato livello e si tende a calare man mano che accumuliamo fatica.

Per immaginare questa situazione basta pensare ad una persona che corre. Se pare a mille fin da subito si stancherà velocemente, rischiando addirittura di non arrivare fino alla fine.

Come possiamo gestire le energie? Facendo pause.

In questo modo recuperiamo l’energia e con essa la produttività. Se non facessimo pause non siamo produttivi nel lungo periodo, basti pensare al non dormire.

Ecco perché anche il lavoro può essere una dipendenza negativa: la convinzione che lavorare di più ci aiuti a generare migliori risultati ci appaga, ma alla fine rischiamo solo di fare peggio.


Conclusioni

Essere dipendenti da qualcosa non è per forza negativo, anzi! Una dipendenza consiste nel non riuscire a fare meno di qualcosa, e se ciò consiste in un’attività che crea benessere per sé stessi e per gli altri ben venga!

Non è che se una persona mi dice “sono un donatore di sangue compulsivo” non ci vedo per niente qualcosa di male. Se sei utile agli altri ben venga, ci mancherebbe altro!

Abbiamo visto però che avere una dipendenza è tutto tranne che chiaro a primo impatto, una situazione difficile dove tutti possiamo cascare. Non esiste una cura certa ad una dipendenza, piuttosto si cerca di prevenire.

Paradossalmente le dipendenze di oggi sono diverse da quelle degli anni scorsi: i videogiochi, il lavoro, i Social Network, la popolarità… Tutto certamente legato agli smartphone, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio.

E te cosa ne pensi? Hai mai avuto il sospetto di essere dipendente da qualcosa? Fammelo sapere nei commenti 😀

36015 Schio VI, Italia

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.