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5 cose che può ancora fare Elon Musk

Tesla perde in media 8000$ al minuto ma la sua capitalizzazione in borsa vola oltre ogni plausibile immaginazione. Ma il futuro dell’azienda?

Come Steve Jobs prima di lui, molte persone hanno preso come figura di riferimento niente di meno che il titolare di Tesla Motors: Elon Musk.

Chi non conosce la mente visionaria che prima degli altri ha portato avanti il progetto di costruire un’intera linea di veicoli alimentati ad energia elettrica?

In molti ritengono Musk un vero e proprio folle, dividendo l’opinione pubblica tra chi considera Tesla la Apple del futuro e chi sostiene che l’attività in questione sia destinata a fallire in quanto troppo “diversa“.

Quello che conta, ad ogni modo, è il presente: se da un lato si stanno registrando ingenti quantità di ordini, l’azienda sta sostenendo forti perdite economico-finanziarie.


I numeri di Tesla

Secondo Automoto.it, Tesla perde in media la bellezza di 8.000$ al minuto (!!!), per un totale medio di 480.000$ all’ora (!!!). Questi valori andrebbero a prosciugare le risorse finanziare dell’azienda entro 8 mesi se non venisse fatto qualcosa.

Ad ogni modo sono i numeri positivi a parlare:

  • La capitalizzazione in borsa di Tesla ammonta a 53 miliardi di dollari, contro (ad esempio) i “soli” 48 di Ford;
  • La nuova Tesla Roadster (con un’accelerazione da 0-100 in 1,9 secondi) ha già registrato 1.000 ordini, per i quali i clienti hanno già versato i 250.000$ necessari per l’acquisto;
  • Ci sono circa 500.000 ordini attivi per la Tesla Model 3, l’auto più economica (circa 35.000$) che ha attirato l’attenzione del pubblico.

Nonostante questi numeri e l’incertezza del futuro Tesla ha comunque continuato il suo sviluppo. E’ stato infatti presentato, oltre alla Roadster sopra citata, il primo Tir completamente elettrico: il Tesla Semi.

Sembra quindi che questa azienda non si voglia fermare, ciò manifestato anche dalla volontà di Musk di creare un business travel che porti le persone nello spazio (il progetto Space X). Ma potrà mai Elon Musk diventare un vero e proprio genio di cui le future generazioni parleranno come noi facciamo di Leonardo da Vinci, Thomas Edison, Guglielmo Marconi e molti altri?

Ecco cinque punti che la sua tecnologia (e la sua mente) potrebbero rivelarsi fondamentali per il futuro.


Le 5 cose che può ancora fare Elon Musk

Ecco 5 cose (o meglio progetti) che renderebbero Elon Musk ancora più importante a livello imprenditoriale.

1. Trovare un’alternativa al litio

Tutti sappiamo che l’energia elettrica è molto meno costosa di combustibili come benzina e gas. Non tutti però facciamo i conti su cosa occorra sacrificare per questo risparmio.

La produzione delle batterie a ioni di litio da 100Kwh, fondamentali per l’alimentazione di una Model S, generano circa 17,5 tonnellate di CO2. Questi sono equiparabili alle emissioni di un motore a benzina da 1200CC in un tragitto da 42.000 a 140.000 chilometri.

Di queste tonnellate, solo il 20% deriva dall’attività mineraria di estrazione del litio. Il restante 80% deriva dalle attività indirette come l’energia utilizzata e la produzione della batteria fisica. Trovare una soluzione e ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 in fase di produzione potrebbe essere una prima sfida, potenzialmente rivelabile come fattore di forte competitività.

2. Adattare i veicoli per ogni uso

Non sono solo le automobili a rappresentare una forma di inquinamento atmosferico: moto, camion, veicoli agricoli ed aerei sono solo degli esempi.

Trovare un compromesso e creare una soluzione ecologica su ogni settore della mobilità può essere da un lato un vantaggio per l’azienda in termini di fatturato e dall’altro per l’intero ambiente che beneficia delle minori emissioni.

3. Rendere autonoma il reperimento dell’energia

Un altro dei maggiori problemi legati all’auto elettrica è il rifornimento: come farlo e dove farlo non è una cosa così scontata.

Elon Musk ha già ovviato il tema del “dove” dislocando una serie di Supercharger Tesla sul territorio nazionale, permettendo quindi una rapida ricarica dell’auto: si calcola che in circa 30 minuti la vettura ha una potenza sufficiente per riprendere il viaggio.

Ma in casa?

Progettare un’integrazione di energia auto-prodotta mediante fonti rinnovabili (come il fotovoltaico) e batterie fisiche, si sarebbe in grado di rendere assolutamente autonoma la ricarica della propria auto, riducendo ulteriormente i costi di gestione.

Qual’è il problema? I costi di impianto non sono così economici ed accessibili a tutti…

4. Sviluppare un marketing virale

Rimanendo in tema Supercharger, non è una scelta così ovvia il suo posizionamento. Le oltre 7.000 postazioni di ricarica, dislocate su oltre 1.000 aree di sosta, garantiscono alle attività limitrofe un sicuro afflusso di clientela.

Mentre con la benzina in 5 minuti si fa un pieno, è plausibile che un proprietario di Tesla si fermi a bere un caffè o addirittura mangiare un boccone nell’attesa della ricarica completa.

Per questo motivo la selezione delle aree di sosta è fondamentale. Posizionare una stazione vicino a zone ricche di ristoranti e bar può aumentare notevolmente l’afflusso di utenza, sviluppando anche aree disagiate o poco affollate.

D’altro canto, a differenza di benzinai che presentano un bar come area di servizio, posizionare una stazione Tesla vicino a luoghi più in voga e di lusso può accrescere di molto le finanze sia di Tesla (che guadagnerà dal posizionamento) sia da quei locali che vedranno aumentare i propri clienti VIP.

Il tutto a sfavore delle grandi case petrolifere, delle lobby del mercato della benzina e tutte le speculazioni che si nascondono dietro questo business. Tutti contenti, no?

5. Mantenere Tesla un brand di alto livello

Proprio così. Perché Tesla dovrebbe iniziare a produrre auto accessibili a tutti?

Costruire auto con rendimenti da 0-100 in 1,9 secondi è qualcosa di incredibile. Senza contare il fatto che si sta parlando di auto elettriche. Ma perché costruire versioni di basso livello?

Riusciamo ad immaginare una Ferrari con il design di una 500 ed un prezzo inferiore ai 20.000€? Sicuramente non si riconoscerebbe più il vero valore del brand, spostando l’attenzione dei clienti su brand che più si avvicinano a quel tipo di prodotto.

Ecco perché Tesla deve mantenere la sua identità: un brand innovativo, di lusso (sotto diversi aspetti) ma allo stesso tempo con una visione verso l’intero pubblico.

Di Davide

Patito di trattori e chitarre scrivo sul mio blog da quando mi sono laureato in Economia presso l'Università degli Studi di Verona. Tratto strategie di marketing, accrescimento personale e professionale per raggiungere gli obiettivi.